UNO STUDIO REALIZZATO CON CRIF RATINGS E NOMISMA

Cribis fotografa il tessile italiano: «Sempre leader, ma ci vuole più innovazione»

Con 59mila euro realizzati per addetto, l'industria tessile italiana resta la più performante d'Europa, nonostante le difficoltà affrontate negli ultimi anni e lo scenario tutt'altro che privo di incognite: lo rivela un'indagine realizzata da Cribis, società del Gruppo Crif specializzata nella business information, che ha messo a punto un osservatorio sul settore insieme a Crif Ratings (agenzia di rating del credito del gruppo) e a Nomisma, società indipendente specializzata in attività di ricerca e consulenza economica per imprese, associazioni e pubbliche amministrazioni a livello nazionale e internazionale.

Uno studio che evidenzia come in Italia siano circa 82mila le aziende attive nel comparto moda, di cui il 25% nella pelletteria, il 56% nell'abbigliamento e il 19% nel tessile.

L'analisi indica in oltre 78 miliardi (di cui circa 51, ossia il 65%, provenienti dalle esportazioni) il giro d'affari del settore, una cifra inferiore agli 87,2 miliardi indicati per esempio da Fashion Economic Trends 2017 di Camera Moda - con la prospettiva di crescere a 90 nel 2018 -, evidentemente per il fatto che sono stati utilizzati parametri diversi di valutazione, includendo o escludendo alcuni settori.

Il focus è soprattutto sul tessile - compresi ambiti come i materiali per tappezzeria - che, come sottolinea Cribis, coinvolge circa 15.500 imprese e incide nell'ordine del 26,7% sul valore della produzione moda, impiegando circa 17mila persone e avvalendosi di un turnover di oltre 20 miliardi di euro. 

Da notare che il 96% delle circa 15.500 aziende citate dall'osservatorio ha meno di 50 dipendenti: un network, dunque, fatto di una miriade di Pmi, molte delle quali negli ultimi anni hanno dovuto abbandonare il campo. «Sono stati persi 3,5 miliardi di valore nella produzione - sostiene la ricerca - che equivalgono a 4mila player e 40mila addetti in meno».

«Italia, Francia, Regno Unito, Germania e Spagna rappresentano circa tre quarti della produzione tessile europea - precisa l'osservatorio -. Anche se, nel corso degli anni, l'industria italiana del settore è stata coinvolta in una progressiva riduzione del proprio giro d'affari, è riuscita a mantenere un ruolo di leadership nel continente, grazie alla tradizione produttiva e all'alta specializzazione lungo tutta la filiera. Con 59mila euro per addetto, risulta tuttora la più performante d'Europa».

Ma, in base alle rilevazioni di Cribis, in fatto di innovazione il nostro tessile può fare molto di più. L'analisi indica infatti in un 8% la percentuale di aziende tessili che investono in questo campo, ma «in media non vanno oltre il 2% del fatturato». «Nella moda in generale - conclude la ricerca - solo il 6% delle imprese attive promuove questo tipo di attività, con un investimento di solo l'1,8% dei ricavi».

 

a.b.
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