il sondaggio di fashion sulle vendite uomo SS 21

Torna l’ottimismo tra i negozianti. Ma il momento della verità sarà l’autunno

Negozianti tendenzialmente ottimisti, ma in attesa di conferme dai mesi autunnali. Questa la fotografia che ci restituisce il sondaggio effettuato dal nostro magazine, che ha coinvolto un numero rappresentativo di dettaglianti italiani di tutta la Penisola, per saggiare il loro parere all’indomani delle riaperture, in merito all’andamento della moda maschile.

Il mood euforico ha spinto la gente a tornare nei negozi, come ci conferma il nostro sondaggio, da cui emergono due percentuali significative: per l’80% dei negozianti la clientela maschile è entrata nei negozi fisici spinta dal desiderio di tornare alla normalità e al contatto umano, mentre il 65% ha citato come motivazione la fedeltà al punto vendita fisico.

E non si tratta di semplice curiosità, perché il 49% dei dttaglianti riferisce di consumatori desiderosi di tornare a spendere, anche se per il 37% degli interpellati sono molto oculati negli acquisti.

Anche se è difficile fare i raffronti con l’analoga stagione del 2020, quando le chiusure erano state più rigide e prolungate, oltre un terzo degli interpellati ha registrato un incremento delle vendite di menswear, con percentuali che arrivano anche fino al 40%, un altro terzo circa ha parlato di andamento stazionario, mentre più del 20% riferisce un decremento degli affari nell'ordine del 20-30%, ma compensato dal business online, che in alcuni casi ha fatto un balzo del 40%. Solo poco più di un quinto dei negozianti del nostro panel ha subito un cedimento delle vendite rispetto allo scorso anno.

A proposito di tendenze, a vincere è il casualwear, seguito da streetwear, fashion-ricerca e formale. Un orientamento confermato dalle tipologie più acquistate, con le felpe e le T-shirt hit di stagione, seguite da scarpe, outerwear sportivo, pantaloni gym, capispalla leggeri, pantaloni e maglieria.

Forse trainata dalla presa di coscienza nei confronti dello stato del nostro pianeta, in seguito alla pandemia, si riscontra un’attenzione crescente nei confronti della sostenibilità, come sottolinea il 72% degli intervistati.

Intanto i negozianti fanno tesoro della lezione appresa durante la pandemia e alzano sempre più l’asticella del servizio, tra online e offline. Selezione attenta del prodotto, personalizzazione dell’esperienza di shopping declinata in chiave omnichannel, servizi di conciergerie, personal shopping, consegne a domicilio, lavoro mirato sui social media sono tra gli argomenti più citati dal nostro panel di negozianti.

A proposito di online, l'e-commerce è stato un’ancora di salvezza nei mesi scorsi e per questo il 51% degli intervistati lo ritiene fondamentale e pensa di incrementarlo. Il 37% però tiene a precisare che non prenderà il posto del negozio fisico.

Per il futuro il mood dei negozianti è positivo, come confermano anche i budget, che resteranno stazionari per il 57% degli intervistati e in aumento per il 40%. Si spera nella tanto attesa immunità di gregge, che per l’86% degli intervistati porterà sempre più consumatori in store nei prossimi mesi.

L'articolo completo sulle vendite di moda maschile è pubblicato su Fashion n. 3 di giugno e sulla versione digitale nella homepage di fashionmagazine.it.

Nella foto, un'immagine di 10 Corso Como a Milano

c.me.
stats