VISTI A PITTI BIMBO

Il via libera alle cerimonie mette le ali al bon ton

Il mercato è ripartito, almeno quello relativo all’abbigliamento easy chic, raffinato nella fattura, ma super comfort nell’indosso, grazie soprattutto al semaforo verde a eventi e cerimonie. Lo testimoniano alcune collezioni presentate a Pitti Bimbo (e ora disponibili su Pitti Connect), che in un momento storico complesso come l’attuale hanno dimostrato resilienza e proattività, complice la quasi immediata riapertura – durante la pandemia - dei punti vendita per le piccole taglie, che ha sostenuto le vendite e limitato le perdite. Due i trend alla ribalta: i look coordinati bambino-adulto, nel segno nell’inossidabile mini-me, e la sostenibilità, un tema nell’agenda delle aziende di tutte le dimensioni, che stanno facendo passi avanti sul fronte dell’eco-consciousness e degli investimenti green.

Petit Bateau
Universalmente riconosciuto per il suo cotone di qualità, che veste grandi e piccoli dal 1893, Petit Bateau è arrivato in Fortezza con un bagaglio di novità, che tracciano i binari per lo sviluppo del marchio del gruppo francese Rocher nelle prossime stagioni. Una di queste è la rivoluzione nel pricing, iniziata a partire dalla primavera-estate 2021, come racconta la direttrice wholesale Italia Miriam Fellini: «Abbiamo adattato le fasce di prezzo delle collezioni al target price della casa madre francese, con un taglio del 18%, senza impattare sulla qualità del prodotto». «I negozianti hanno tutti risposto in modo molto positivo - precisa - e da questa politica ci aspettiamo grandi risultati». L’altra macro-strategia del brand, che conta in Italia 14 monomarca, un e-shop, due outlet, una quindicina di negozi wholesail e 250 multimarca clienti, è la sostenibilità: tema imprescindibile oggi, nel mezzo del climate change, per mantenersi appealing sul mercato. L’attenzione di Petit Bateau è stata portata in prims sui tessuti: organici, recycled (vedi i cerati) o alternativi. Novità di stagione è anche la stampa bandana, declinata in maniera dinamica su tutte le linee, dal bébé all’adulto, «per rinforzare i legami generazionali, con un tocco di Frenchy style».

Emc – Everything must change
«Pitti è stato un piacevole segnale di ripartenza». Alberto Palla, amministratore unico della trevigiana Ellepi, è soddisfatto della trasferta a Firenze, dove l’azienda ha presentato le nuove collezioni di Emc-Everything must change, marchio di abbigliamento easy chic dall’offerta ampia, che va dall’intimo e pigiameria alle proposte baby e kid. «Siamo partiti cinque anni fa – racconta l’imprenditore – e il successo è stato immediato, tanto che ora il brand conta 500 clienti di livello medio-alto su scala internazionale». Grazie all’expertise e alle reputazione di Ellepi (conosciuta soprattutto per l’omonimo marchio di underwear dedicato ai più piccoli, che genera ancora il 60% del turnover), il business ha tenuto botta anche durante la pandemia, perdendo «solo il 4-5% del fatturato». Una performance che Palla spiega soprattutto con la «rinascita dei negozi di prossimità», diventati un’alternativa vincente alle grandi catene dai pezzi low cost. Guarda caso, mentre la maggior parte dei player attivi sul mercato durante le restrizioni ha cercato di stornare investimenti e risorse nella creazione o nel potenziamento del canale digitale, Ellepi non ha fatto nessuna mossa in direzione online. «Non possediamo un e-shop e durante l’ultimo anno, vista la buona risposta in termini di sell out nei multimarca fisici, non abbiamo voluto fare loro concorrenza con l’e-commerce».

Amelie et Sophie
La bellezza sta nella semplicità. È questo il motto del marchio di Varsavia Amelie et Sophie, sinonimo di abbigliamento donna e bambina: collezioni dall’estetica all’unisono (o mini-me, come preferisce chiamarla il mercato) firmate da Margaret Plutecka, architetto e designer che, dopo aver studiato e vissuto tra Ginevra, Parigi, New York e Los Angeles, ha concentrato ispirazioni e suggestioni in un brand dedicato alle donne, dagli zero anni in su. Convinzione della stilista è che i pezzi Amelie et Sophie possono essere indossati «over and over» e che grazie alla qualità dei materiali e alla cura artigianale con cui sono realizzati (tutti da laboratori from Europe), sono «classy e senza tempo, capaci di passare di generazione in generazione». Abiti minimal, dunque, ma al tempo stesso speciali, approdati all’ultimo Pitti Bimbo e pronti a conquistare il pubblico italiano, come spiega Alessandra Guffanti della showroom Guffanti Moda: «Abbiamo inserito questa linea dalla primavera-estate 2022, con l’obiettivo di portarla, per la prima stagione, in una ventina di multimarca». Le previsioni sono ottimistiche, dopo che la pandemia, grazie alla campagna vaccinale, ha allentato la sua presa e feste ed eventi sono stati (seppur con delle regole) sdoganati. «L’abbigliamento da cerimonia è letteralmente esploso – conferma l’imprenditrice – e con esso la voglia di tornare a vestirsi». Nel caso di bimbe e ragazzine, l’emulazione regna sovrana: «Il successo del mini-me – aggiunge Guffanti - non accenna a diminuire e anzi ha ottenuto ulteriori conferme dalle famiglie con un’estetica più evoluta». Ecco allora che gli abiti in versione mignon non hanno niente da invidiare a quelli lineari ma sontuosi per lei, con grandi fiocchi e decorazioni tridimensionali, giochi di balze su texture lucide e consistenti, oppure lievi e ariose. Bon ton, senza essere pretenziosi.



a.t.
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