I buyer alla Milano Fashion week

Prada bestseller annunciato, Fendi e Valentino praticamente perfetti

Altro che fiasco, per i buyer la fashion week di Milano è stata un successo. Il merito va a tutte le aziende del made in Italy che, lavorando sullo storytelling e la tecnologia, hanno fatto sentire parte dell'evento anche chi era costretto a seguirlo da remoto. L'ovazione di tutti è per Miuccia Prada e Raf Simons, che hanno firmato una collezione ricca di pezzi già indicati come must have: dalla décolleté slingback con linguetta imbottita, alla semplice tunica senza maniche con il nuovo logo oversize a rosa, fino agli orecchini logati. Entusiasmo anche per Valentino, al debutto a Milano, e Fendi. In generale chi sfila (sia fisicamente, sia virtualmente) conquista l'attenzione dei compratori, più di chi opta per un evento digital. Difficile fare scounting alla fashion week phygital, ma la sfilata open air di Marco Rambaldi si è fatta notare. Tra i re-see virtuali, Prada conquista tutti.


Roopal Patel

Creative director
Saks Fifth Avenue
Usa
«I designer hanno portato la creatività, l'energia e la bellezza che tutti desideravamo in questa settimana della moda milanese. Le mie collezioni preferite sono state Prada, Valentino, Fendi, Dolce&Gabbana, Versace e Brunello Cucinelli. Avremmo voluto essere presenti in Italia, ma Camera Moda e le maison hanno fatto davvero del loro meglio per portare le collezioni nelle nostre case. Ricevere degli inviti che in realtà erano veri e propri kit è stato speciale: dalla ricetta del pesto di limone di nonna, con tanto di pasta Effe n.1925 personalizzata di Fendi, all'aperitivo a casa Tod's, fino al direttore creativo di Ferragamo, Paul Andrew, che ci ha trasportato in prima fila, grazie a un dispositivo di realtà virtuale personalizzato. Tutti ci hanno fatto sentire come se fossimo lì. Quanto alle colezioni, Fendi aveva un line up davvero stellare di accessori e scarpe. La baguette e le borse in rafia sono le mie preferite per la stagione. Tra i momenti indimenticabili della fashion week è impossibile non citare la conversazione intima di Miuccia Prada e Raf Simons. Il talk ci ha fornito tante informazioni su come si è sviluppata la loro collaborazione e soprattutto era autentico, genuino e reale. La presentazione in video digitale è stata semplice e incentrata sulla nuova "divisa" Prada. L'intera esperienza è stata il momento clou della stagione».


«Milano ha cercato di fare del suo meglio, anche più del previsto, e devo dire che Camera Moda ha agito in maniera eccellente. C'era la possibilità, grazie a un accordo con il Ministero della Salute, di venire dall'estero per la settimana della moda, ma purtroppo sono stati pochissimi i colleghi che ne hanno approfittato, assenze ingiustificate. Per quanto mi riguarda, non amo per nulla gli eventi virtuali, che trovo freddi, privi di emozione e interesse: possono essere considerati funzionali, ma non certo belli. Ho parlato con altri buyer e tutti hanno ammesso che alla terza sfilata o evento virtuale ci si distrae e spesso si spegne il device. La moda è emozione e il virtuale la elimina totalmente, è la stessa differenza che passa tra vedere un concerto e ascoltarlo con l'iPhone. Ho quindi cercato di seguire tutti gli appuntamenti fisici e di sostenere le aziende che hanno usato questa formula. Mi dispiace che qualche brand abbia optato all'ultimo minuto per l'online, perché c'erano tutti i presupposti per organizzare le passerelle nel modo migliore dal vivo. Devo riservare una menzione particolare a N°21: Alessandro Dell'Acqua ha allestito una sfilata bellissima, molto privata ed emozionante. Tra le collezioni che ho apprezzato di più spiccano inoltre Valentino, Ferragamo, Versace e Dolce&Gabbana. Una cosa che mi preme di dire è che il nostro mercato è in crescita. Stiamo avendo un'ottima stagione e prevediamo che proseguirà così. Non siamo i soli: anche la Cina e qualche Paese del Medio Oriente registrano incrementi a doppia cifra e nelle ultime settimane anche gli Usa stanno recuperando, con un calo a cifra singola. L'Europa è l'unica a soffrire, vista la carenza di turismo. Con un budget in aumento, grazie sia al business fisico sia all'e-commerce, abbiamo trovato supporto da tutti i brand».


«Il co-debutto di Miuccia Prada e Raf Simons con la primavera 2021 è stato davvero sorprendente. Le pochette, il logo triangolare posto in primo piano sui capi di abbigliamento, le stampe grafiche e le slingback con tacco basso: ho amato davvero tutto di questa collezione, specie gli orecchini logati, e i nostri clienti faranno altrettanto. Anche sul fronte dei nuovi formati digitali, scelti dalle maison per presentare le collezioni, Prada è stato il migliore. Mi è piaciuta molto l'ambientazione e l'esperienza del resee è stata davvero bella - quasi come entrare in un'installazione di Christo con la possibilità, grazie al collegamento VR, di ingrandire i dettagli. In generale, le presentazioni digitali dovrebbero essere come quella di Prada e consentire di vedere bene le collezioni, non solo di avere l'ispirazione della collezione».


Dopo due edizioni per lo più digitali, Milano ha dimostrato che è ancora possibile organizzare una settimana della moda in sicurezza e sfruttare il meglio del digitale e del fisico. Per quanto riguarda il prodotto, le mie collezioni preferite sono state Valentino - vederlo sfilare a Milano ha rappresentato un grande segnale per la moda italiana ed lo considero anche il mio show preferito -, insieme a Versace, Fendi, Ferragamo, Etro. Penso che Prada sia stata la sfilata più attesa della stagione e in effetti non ha deluso. Aspetto con impazienza la prossima uscita di Miuccia Prada e Raf Simons, per vedere come svilupperanno questa loro partnership. Tra i giovani designer una menzione speciale va a Vitelli e a Marco Rambaldi, di cui ho amato lo show in strada, che celebrava il corpo e la differenza. Sulle passerelle si è ancora una volta registrata una forte attenzione ai colori naturali, dai bianchi "non tinti", a tutte le sfumature di marrone; tuttavia in questi giorni a Milano abbiamo visto spuntare in pedana molti colori accesi, in particolare il giallo acido - la tonalità vincente - insieme a fucsia, viola e verde. Sono scelte di ottimismo da parte dei designer, che sperano di rallegrare e conquistare i consumatori in questi tempi incerti. La maglieria è stata un letimotiv, presente per abiti e pantaloni, spesso giustapposti; molto jersey drappeggiato negli abiti. Per gli accessori c'è stata una forte attenzione alle borse oversize e ai cappelli a cloche. Le fabbricazioni artigianali, come l'uncinetto, restano un elemento forte di narrazione delle collezioni. Il must have di stagione sarà sicuramente firmato Prada, dalla décolleté slingback con linguetta imbottita, alla semplice tunica senza maniche con il nuovo logo oversize a rosa. I formati video mi sono piaciuti: ho apprezzato il Marnifesto di Francesco Risso, una serie di video provenienti da tutto il mondo con un cast eterogeneo non di modelli ha rappresentato un esperimento autentico e personale. Tuttavia, come ha detto lo stesso Giorgio Armani, la passerella è ancora lo strumento più efficace per presentare la moda: quindi ho apprezzato quei marchi che, pur avendo optato per un evento digitale, hanno scelto la sfilata, vedi Versace, Prada e, appunto, lo stesso Giorgio Armani».


Sebla Refig Devidas
Buying and Merchandising Director-Ladies merchandising group
Beymen
Turchia
«Purtroppo per questa stagione non mi sono mossa da casa. Spero che questa situazione si sblocchi, perché a tutti noi Milano è mancata. Considerando la situazione, penso che la scelta di molti di optare per gli eventi digitali sia stata la migliore soluzione. Comunque non è una cosa che potrà durare a lungo. La gente che lavora nel mondo della moda ha bisogno di interagire, di essere vicina e di sentire il glamour delle fashion week. Per quanto riguarda la kermesse, avrei voluto che fosse più interattiva e in grado di promuovere la partecipazione. In realtà c'erano le sfilate e c'eravamo noi che le seguivamo, tramite i social media e i nostri link. Mi ha fatto invece molto piacere vedere alcuni marchi italiani tornare a Milano da Parigi. Per quanto riguarda le sfilate, Etro e Valentino sono state le mie preferite. In particolare ho apprezzato l'allure più giovane di Etro, sempre nel solco del suo dna. A proposito di trend, la primavera-estate 2021 ha segnato il ritorno alle radici e al dna di ogni collezione. Seguire il proprio stile si è rivelato più importante che sperimentare. Creare collezioni più sostenibili, consapevoli e adatte alla vita quotidiana è stata la principale motivazione di ogni marchio. Ho notato la forte presenza delle categorie activewear, resortwear, loungewear nella maggior parte delle collezioni. Un simile approccio è stato seguito anche per scarpe e borse. Per quanto ci riguarda, gli effetti iniziali del lockdown sono stati piuttosto gravi. Abbiamo registrato un calo di circa il 50% nei primi due mesi. Da giugno in poi ci siamo ripresi, grazie alla forza del nostro business online e all'apertura di negozi su strada. Da inizio anno a oggi registriamo una perdita a una cifra nel nostro business. In sintesi, nonostante l'effetto Covid, la recessione economica e l'incertezza, il business  è stato abbastanza stabile dopo il primo shock del lockdown, grazie al supporto dell'e-commerce. Di conseguenza non prevediamo forti diminuzioni nei budget riservati alla Spring-Summer 2021».


Massimiliano De Marianis
Senior fashion buyer
Folli Follie
Italia
«Ho visto una bella reazione di Milano al periodo, anche con tanti appuntamenti fisici. Prada in assoluto era la più attesa e non ha assolutamente deluso le aspettative, l’ho trovata bellissima. Ottimo il risultato della collaborazione tra i due designer, con cui hanno saputo esprimere ognuno la propria personalità e sono riusciti a “mixarsi” insieme. Direi che, in generale, il minimalismo si conferma un grande trend della prossima stagione».

 
 

«Questa Fashion Week è stata molto particolare. A Milano non circola ancora tanta gente e permangono molte restrizioni. Fino all’ultimo momento gli stilisti non sapevano se ci sarebbe stata la possibilità di organizzare una sfilata fisica, perciò si sono organizzati per le versioni digital. Fra queste ultime la più particolare è stata quella di Moschino: Jeremy Scott ha sempre idee fantastiche. E anche se il trend generale premia il minimalismo, la semplicità e la praticità, ci voleva una presentazione così magica, che ha portato tutti fuori dalla realtà. Tra i défilé fisici il mio preferito è stato sicuramente quello di Dolce&Gabbana, dedicato alla Sicilia, con le stampe mixate e i colori forti, presentato in una maniera fresca e d’impatto. La sfilata ci ha ricordato che, malgrado ciò che accade, continuiamo ad avere riferimenti fissi come le bellezze d’Italia, la natura, il sole e il mare. E che un giorno tutto tornerà come prima. Un’altra passerella importantissima è stata quella di Valentino, dopo tanti anni a Parigi. Le prime uscite erano piuttosto semplici e con accessori d’impatto; poi abbiamo visto una stampa bellissima a fiori, abiti lunghi di chiffon bilanciati con look classici da giorno e colori luminosi, soprattutto il giallo, che quest’anno fanno pensare al sole e alla vita alla quale vogliamo tornare. Il trend generale ha premiato un look piuttosto neutro, con proposte dal gusto classico, modelli semplici, capospalla leggeri e tante camicie in colori pastelli. La sostenibilità si fa sempre più strada: alcuni brand hanno allestito presentazioni molto concentrate, con pochi look di base, in base all’idea che la produzione deve essere diminuita. La moda reagisce alla realtà che stiamo vivendo in questo momento, però nessuno può sapere con certezza cosa accadrà l’anno prossimo. Dopo la Seconda Guerra Mondiale il mondo ha premiato il New Look di Dior, quindi anche il mondo post-Covid può tornare al lusso, alla ricchezza e agli eccessi. Per quanto riguarda la Russia, le frontiere sono ancora chiuse, perciò facciamo tutto da casa. Le nostre vendite quest'anno sono andate, come immaginabile, diversamente dal solito. Hanno vinto le proposte da giorno: jeans, magliette, giacche e scarpe sportive. Per la sera non abbiamo venduto quasi niente, visto che la gente non usciva. Quanto al budget, ci siamo mantenuti più o meno sugli stessi livelli, forse con una leggera contrazione».  
 
Lia Pagoni
Owner
Gruppo Pagoni
Grecia
«Penso sia un’idea saggia il fatto che oggi molta parte dei contenuti siano veicolati in versione digitale, fino a quando il mondo non si rimetterà in pista e ci lasceremo il pericolo alle spalle. Dopo tutto il format digital può essere di ispirazione, dal momento che consente inedite modalità. Allo stesso tempo comunque le sfilate fisiche hanno suggerito un’idea di normalità. Penso che la Milano Fashion Week sia stata una combinazione vincente di tutte le forme di presentazione. Per quanto mi riguarda, ho seguito tutto online da casa. In particolare mi è piaciuta la sfilata di Elisabetta Franchi, per la sua femminilità e per i colori freschi delle caramelle. La presentazione delle marionette di Jeremy Scott per Moschino è stata una visione artistica di puro genio. Quanto ai trend, tutti i big hanno rivisitato i loro archivi e riproposto idee del passato in chiave innovativa (vedi le proposte underwater di Versace). Immagino che la sostenibilità e lo stesso lockdown siano state le molle principali che hanno spinto a riesaminare e rielaborare le idee. Penso che un altro trend vincente saranno i colori brillanti, perché il mondo ha bisogno di vivacità. È difficile fare previsioni per il futuro, anche se cerco di essere ottimista. Le vendite al dettaglio hanno subito un duro colpo nel nostro mercato, come nel resto del mondo. Incrocio le dita, sperando che non entreremo in un altro lockdown, perché la nostra economia non sarà in grado di sostenerlo, e che i medici abbiano presto una soluzione che ci catapulterà in un futuro sano. Per il momento i miei budget saranno inferiori di circa il 25%». 



an.bi., a.b. e c.me.
stats