il più grande shopping mall americano

Mall of America sotto torchio: ad aprile e maggio non ha pagato le rate di un prestito ipotecario da 1,4 miliardi di dollari

Forte dei suoi circa 200mila metri quadri di superficie, il Mall of America a Bloomington, in Minnesota, è il più grande shopping mall americano, con oltre 500 negozi e un parco tematico indoor di Nickelodeon.

Valutato oltre 2 miliardi di dollari nel 2014, è stato messo in ginocchio dal coronavirus: i media riportano infatti che non ha pagato i mesi di aprile e maggio di un prestito ipotecario da 1,4 miliardi di dollari.

La struttura - che fa capo a Triple Five Groups, titolare anche della società American Dream - ha chiuso i battenti il 17 marzo in seguito alla pandemia e ha annunciato il reopening per il primo giugno. I responsabili hanno affermato che il lockdown ha comportato un calo dei ricavi dell’85%.

Già più di un mese fa i portavoce di Triple Five Group e American Dream si erano detti preoccupati per il fatto che alcuni affittuari degli spazi all'interno dello shopping mall non stavano pagando le rate.

«A chi si comporta così - aveva detto al canale Cnbc Don Ghemezian, co-ceo di American Dream - rispondiamo che noi a nostra volta dobbiamo pagare coloro con cui ci siamo esposti».

«Nel caso in cui il governo federale non concedesse aiuti - aveva proseguito - molti mall saranno destinati al default».

Infatti le difficoltà non riguardano certo solo il Mall of America: pare che più di un prestito su cinque nell'ambito delle ipoteche commerciali negli States sia attualmente inserito nella "watch list" delle società prestatrici di mutui.

Una lista che ha avuto un'impennata di quasi l'80% da quando l'epidemia ha iniziato a pesare sui mercati finanziari lo scorso febbraio.

Trepp, data provider nell'ambito della Cmbs (Commercial Mortgage-Backed Security), ha stimato che nel solo mese di maggio le insolvenze si triplicheranno. 

Sempre Trepp ha dichiarato che circa il 7,3% dei prestiti relativi alla Cmbs erano in ritardo di 30 o più giorni a metà maggio, una percentuale ben più alta di quella di aprile, che si fermava al 2,3%.

Gunter Seeger, portfolio manager di PineBridge Investments, ritiene che il fenomeno non si ridurrà, finché i consumatori non riacquisiranno l'abitudine a uscire.

Tuttavia, con i reopening condizionati dal distanziamento sociale, alcuni business rimarranno a galla, ma altri non saranno in grado di sopravvivere.

A cura della redazione
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