una sinergia dagli sviluppi tutti da scoprire

Showroom milanesi: più forti insieme, partendo dalla piattaforma online

Il famoso ideogramma che vede l'opportunità come l'altra faccia della crisi si concretizza in una nuova sinergia tra le showroom milanesi, che sta già facendo parlare molto di sé.

In giro si dice che sia ai nastri di partenza una sorta di Camera Nazionale delle showroom, ma su questo si saprà di più nei prossimi giorni.

Di concreto c'è invece una piattaforma che sarà unica nel suo genere, in quanto in una stagione in cui molti compratori esteri non potranno venire a Milano, questo portale consentirà loro di fare gli ordini a distanza, ma con un'esperienza che ricalcherà in tutto e per tutto quella fisica.


«Sono giorni intensissimi - esordisce Gigliola Maule del Gruppo Zappieri, una dei promotori del progetto - perché già da metà giugno il portale andrà online e sarà qualcosa di assolutamente unico, comune ma anche capace di rispecchiare e valorizzare le nostre singole identità. In estrema sintesi, una grande fashion house virtuale, che sta riscuotendo interesse non solo tra i colleghi milanesi, ma in tutta Italia e che ha come protagonista ovviamente la moda, anche se un domani potrebbe aprirsi ad altri settori, penso per esempio al design».

«Ci siamo buttati con entusiasmo in questa iniziativa per dimostrare che ci siamo e che, come la città di Milano a cui apparteniamo, sappiamo fare di necessità virtù - aggiunge Maule - puntando anche ad avere il presidio di associazioni come Confcommercio e il sussidio della Comunità Europea per i progetti di digitalizzazione».

Francesco Casile, a capo di Casile & Casile Fashion Group, anticipa alcuni dettagli chiave su questa innovativa agorà commerciale: «Sarà 
semplice da utilizzare e garantirà a ogni agenzia aderente di mantenere la propria autonomia. Quando il buyer entrerà nella piattaforma, si troverà in un mondo variegato con tutte le showroom e una moltitudine di collezioni. Per avere accesso a una collezione specifica, chiederà l'iscrizione o la password all'agenzia di riferimento e potrà visionare quello che gli interessa. Potrà anche avvalersi di un percorso guidato dal venditore attraverso Skype, che lo potrà supportare e consigliare nella scelta. Ogni capo sarà accompagnato da un video emozionale di 10 secondi, da sei foto indossate per una visualizzazione tridimensionale e da una cartella colori abbinata».

Fatte le proprie scelte, il compratore compilerà l'ordine, «e anche qui - conclude Francesco Casile - potrà avvalersi dell'assistenza, perché lo invierà telematicamente alla showroom, che dopo il controllo di routine rispedirà la lista per la firma digitale. Infine, l'ordine viaggerà online verso le aziende. Naturalmente speriamo da noi arrivino anche tanti buyer in carne e ossa, ma questo sarà un modo per portare avanti il lavoro della nostra categoria e del sistema, unendo le forze e frazionando i costi».

«I pilastri di una fashion week - riflette Mauro Galligari, fondatore e ceo di Studiozeta - sono le fiere, le sfilate e le showroom. In un momento in cui i primi due sono collassati, tocca alle showroom darsi da fare. Non dimentichiamo che a Milano abbiamo gli spazi più belli al mondo, luoghi che in questo momento garantiscono sicurezza, distanziamento e presidi sanitari idonei. E' ora di valorizzarli, anche attraverso questa piattaforma, e di farli lavorare al meglio, creando un sistema».

Galligari chiarisce che «tutto è nato dal desiderio di mettere in comune le date della campagna vendita: in un momento in cui Pitti e la fashion week di giugno sono saltate, che senso avrebbe aprire nella data canonica del 20 giugno? Inoltre lo spostamento del salone fiorentino dal 2 al 4 settembre implica il fatto che in quel mese verrà venduto anche il menswear. Per questo con i colleghi abbiamo pensato di unificare le date della campagna vendita, andando a posizionarci dal 6 luglio al 30 settembre per Milano e dal 2 all'8 ottobre per Parigi, sia per l'uomo sia per la donna. Ci sembra giusto definire dei punti fermi e il primo passo è questo». 

Una realtà "aperta", che potrà contare anche sull'appoggio esterno di alcuni imprenditori del settore, anche se non ufficialmente coinvolti.

«Ho intenzione di seguire da vicino i lavori di questa piattaforma e i suoi sviluppi, dando ugualmente il mio contributo in termini di idee, perché stimo molte delle persone che ne fanno parte», dice Riccardo Grassi dell'omonima showroom e precisa: «Ho deciso tuttavia di non essere operativo, perché se di associazione si tratterà, e non di un semplice portale, in passato ho già maturato un'esperienza in questo senso, fondando 10 anni fa Milano Showroom, e non me la sento di impegnarmi in una nuova sfida. Il progetto di allora era nato con lo spirito di riunire le showroom cittadine con la maggior vocazione internazionale, per valorizzarle e farle crescere ulteriormente con un sistema di sinergie».

Oggi i presupposti sembrano simili, ma lo scenario è radicalmente cambiato. «A fare da leva - conclude Grassi - è l'emergenza Covid, che spinge a unirsi ma anche a organizzare azioni a ben più ampio raggio. A questo proposito, penso che sicuramente le nostre aziende sono in seria difficoltà e che anche noi dovremmo essere aiutati, ma preferisco che vengano privilegiati innanzitutto la parte industriale e i commercianti: se loro ripartono al meglio, anche noi lo faremo di conseguenza».
 

a.b., a.t., c.me. e an.bi.
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