Zerolab sorgerà a Scandicci

Nasce l’hub per il riciclo creativo delle pelli: potrà accogliere 253 tonnellate di cuoio l’anno

Dare una seconda vita agli scarti della pelle (ogni anno la sola l'industria conciaria toscana ne produce fino a 253 milioni di tonnellate), risparmiare sui costi di smaltimento e allungare il ciclo di produzione di un settore spesso preso di mira per le ricadute ambientali negative, a causa dell’utilizzo di sostante chimiche. È con questi obiettivi che nasce a Scandicci, nel cuore del distretto conciario, Zerolab, il primo hub per il recupero creativo della produzione di scarto dei pellami.

Il progetto sarà presentato domani, 28 aprile, alla Fortezza da Basso di Firenze, nell’ambito di Mida, la mostra internazionale dell’artigianato. Zerolab non sarà un semplice centro di raccolta e smistamento, ma anche una sede formativa per designer emergenti.

Da un lato intercetterà le aziende che necessitano di smaltire gli scarti di produzione, dall’altro concentrerà in un unico luogo il know how di professionisti specializzati, valorizzando l’artigianato e favorendo un sistema circolare.

«Sarà un’opportunità da cogliere al volo per il territorio», assicura Marco Landi dell’omonima confezione empolese e presidente nazionale di Cna Federmoda, presentando il progetto in anteprima al quotidiano La Nazione.

«Quando si riescono a riutilizzare prodotti di scarto si arriva sempre a un risparmio - spiega Landi -. Ci sono aziende specializzate nel recupero, ma che hanno un costo non indifferente. Con Zerolab si vogliono mettere insieme i produttori di pellame, le aziende di assemblaggio e gli stilisti che riescono a rifare un prodotto nuovo utilizzando le materie prime».

L’obiettivo del centro, che godrà del supporto delle istituzioni locali come il Comune di Scandicci, quello di Firenze e la Regione Toscana, è dare una seconda vita ai materiali di scarto, che altrimenti sarebbero destinati a finire in discarica.

Ad affiancare online l’attività di questo centro polifunzionale ci sarà Zerow, marketplace in grado di mappare la produzione di scarto sul territorio e incrociare domanda e offerta, in modo da favorire l’acquisto di pellami, ma anche di accessori realizzati con le materie prime disponibili in deposito da giovani designer e artigiani coinvolti nel progetto.

Gli studenti del corso in Graphic design dell’Accademia Italiana avranno invece il compito di curare l’immagine coordinata della piattaforma web.

«Sosteniamo le imprese fin dalla loro nascita come mission aziendale - dichiara Tiziana Trillo, coordinatrice di Cna Federmoda Firenze - ma in questo caso l’imperativo è per noi particolarmente impellente, perché Zerow favorisce quello sviluppo della moda sostenibile a cui Cna Federmoda guarda da tempo». «È stato doveroso promuovere Zerow nel panorama italiano dell’innovazione - prosegue - metterla in contatto con il parterre degli stakeholder dell’innovazione tecnologica attivi sul territorio fiorentino e toscano e facilitare la sua collaborazione con le migliori scuole di moda. Siamo certi che gli studenti di oggi vedranno domani, proprio negli spazi di coworking e nei servizi offerti dalla startup, degli strumenti utili per dar vita alla produzione delle loro prime collezioni».

an.bi.
stats