Gucci vs i funeral shop di Hong Kong: «Basta vendere prodotti col nostro brand»

Gli accessori più di moda ai funerali di Hong Kong? Quelli (falsi) di Gucci. La maison della doppia G si è vista costretta a inviare una lettera di avvertimento ai negozi di Hong Kong che vendono le versioni cartacee dei suo prodotti (borsette e calzature) come offerte ai morti.

 

Ad Hong Kong, infatti, ci sono negozi specializzati (funeral shop appunto) che vendono denaro finto e oggetti di carta - mobili, automobili, case, ma negli ultimi tempi soprattutto abiti griffati e strumenti tecnologici - da bruciare o seppellire con il corpo che, secondo la credenza potrà portarli con se nell'aldilà.

 

La domanda di questo genere di prodotti, evidentemente "fake", raggiunge il suo picco durante il Qingming Festival che si svolge in questo mese e che ha portato un proliferare per le vie della città di prodotti contrassegnati dalla doppia G dorata.

 

La lettera che i negozianti si sono visti recapitare da parte di Gucci era decisamente "soft" e non conteneva alcuna minaccia di azione legale, ma l'invito a non vendere più prodotti di carta con il marchio Gucci.

 

«Con questa iniziativa - spiega il gruppo - vogliamo evitare che il pubblico pensi, erroneamente, che noi realizziamo questo genere di prodotti. Come marchio è nostro dovere difendere la nostra proprietà intellettuale».

 

A preoccupare è poi l'effetto boomerang di questo fenomeno: sapere che le borse Gucci in versione cartacea vengono utilizzate per le offerte funebri potrebbe scoraggiare la ricca clientela di Hong Kong ad acquistare le versioni originali degli stessi accessori.

 

 

stats