La nuova avventura di Andrea Rosso con MYAR

A circa 20 anni dal lancio di 55DSL, Andrea Rosso scommette su un nuovo progetto tutto suo che unisce due passioni, per il vintage e l'abbigliamento militare. Si chiama MYAR, va forte in Giappone e ha attratto l'attenzione dello store milanese Wok, che lo ha selezionato per la Wok Room dello scorso White (progetto speciale che, di stagione in stagione, propone alcuni tra i più innovativi brand della moda di ricerca internazionale).

 

MYAR è l'anagramma della parola "army" ma lo si può leggere anche come MY AR (iniziali di Andrea Rosso), quasi a sottolineare che si tratta di una linea che fa interamente capo al primogenito di Renzo Rosso, senza coinvolgimenti dell'azienda di famiglia (il gruppo Otb, dove Andrea Rosso ha il ruolo di direttore creativo delle licenze di Diesel).

 

Artigianato, sartorialità, alta qualità dei tessuti, «che oggi non esistono più»: sono solo alcuni degli aspetti più affascinanti dell'abbigliamento militare vintage, che Rosso colleziona per poi trasformare e reimmettere sul mercato con uno stile più contemporaneo, come ha raccontato a fashionmagazine.it durante White.

 

Tutto il processo avviene senza stravolgere i contenuti e nel pieno rispetto della struttura originaria dei capi (in gran parte magliette e pantaloni, nella foto di Gavin Watson). Tanto che le sarte, nei loro "aggiustamenti" per un appeal più metropolitano, devono riprodurne fedelmente i punti. I pezzi asportati per il restyling e non riciclati vengono conservati in un sacchetto (la MYAR bag) consegnato all'acquirente. Quasi un sacrilegio buttarli: ogni piega, taglio, sgualcitura, rammendo racconta una storia. E un giorno o l'altro potrebbero servire per un'altra rilettura dello stile militare.

 

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