MILANO MODA DONNA

Dolce&Gabbana celebra i valori dell'Eleganza

Opulenti tendaggi color porpora intenso, un grande lampadario di cristallo e una profusione di fiori, come in una moderna versione de Il Gattopardo: questa la scenografia della sfilata di Dolce&Gabbana, aperta da un video in bianco e nero che esplora il lavoro dietro le quinte. Protagonisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana mentre disegnano, puntano spilli, controllano insieme alle sarte che ogni più piccolo dettaglio dei capi sia perfetto, che non ci siano sbavature.

Il défilé, sul filo conduttore della parola Eleganza, è l'ideale prosecuzione di quello dello scorso gennaio: niente influencer in passerella ma modelle professioniste, le cui uscite sono commentate, come già è successo durante la fashion week maschile, da uno speaker di lingua inglese, che apre lo show rendendo omaggio alla tradizione del genio italiano ed evocando Leonardo, Raffaello, Botticelli, Antonello da Messina e Piero della Francesca, «che grazie all'arte sono diventati eterni, perché la bellezza va oltre le stagioni e i confini».

In un'atmosfera stile atelier si susseguono uscite con una chiara divisione tematica: si comincia con i completi tailor made di taglio maschile, in tessuti tweed e pied-de-poule o in bianco e nero totale, per continuare con le mise stile lingerie di lusso, l'animalier, un'ondata di variopinte fantasie floreali e broccati e arrivare alla serie di cappe viola, gialle e fucsia, alternate ai coat vestaglia sempre in tonalità accese. Outfit fatti per non passare inosservati, comprese le giacche luccicanti con paillette e strass.

Per ribadire quanto il lavoro artigianale e sartoriale, intrinseco al dna italiano, abbia un ruolo chiave nella collezione e nel lavoro dei due stilisti, alcuni modelli sono personalizzati con la riproduzione delle mani delle sarte e dei loro strumenti di lavoro: il metro, il rocchetto di filo, il manichino.

Non mancano disegnature che rimandano all'arte della prima metà del Novecento, mentre alla sposa - rigorosamente in bianco - non è dedicato un singolo abito, come di solito accade, ma una serie di mise corte e lunghe, con o senza strascico, impreziosite da ricami, che strappano gli applausi del pubblico.

Il cerchio si chiude con il "nero siciliano", che ha portato alla celebrità Dolce&Gabbana e ha tuttora un forte appeal sulla clientela internazionale del brand: si va dal classico tubino al modello in tulle con il corpetto trasparente sostenuto da stecche, fino alla gonna in pizzo.

«Una sfilata perfetta ed emozionante, non c'è altro da aggiungere», commenta a caldo tra i buyer Alla Verber, vice presidente del gruppo russo Mercury e fashion director dei department store Tsum.

«Un revival interpretato in chiave moderna, molto convincente, anzi direi spettacolare - le fa eco 
Giampiero Molteni di Tessabit a Como -. L'eleganza fa parte del dna non solo del marchio, ma dell'intero made in Italy, di cui anche noi facciamo parte. Ricordarlo è sempre utile, anzi necessario».

a.b.

MILANO WOMEN FW 19-20: DOLCE & GABBANA



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