MILANO SI MOBILITA

La mostra su Tadao Ando all'Armani/Silos è solo l'inizio della Design Week

Milano pronta per la grande kermesse del design, che l’ha resa celebre in tutto il mondo e che si ripresenta dal 9 al 14 aprile, ma che scalda i motori già oggi.

Oltre al Salone, che apre i battenti il 9 aprile a Fieramilano Rho con 2.350 espositori da 43 Paesi e 550 giovani designer nel SaloneSatellite, il Fuori Salone attende in città qualcosa come 500mila persone, grazie a un fitto calendario di appuntamenti tra mostre, eventi, performance, tutti sotto il segno del mobile e molti anche legati al fashion, cui Camera Moda dedica il calendario di Milano Moda Design.

Si calcola che gli eventi siano 1.200, sparsi in tutta la città, dal centro alle periferie: al di là della spettacolarità delle esposizioni e dell'entertainment, non va dimenticato che dietro alla Design Week c'è un'industria composta da quasi 30mila aziende, con un fatturato che sfiora i 28 miliardi di euro (dati FederlegnoArredo). Non a caso, all'inaugurazione del Salone del Mobile è prevista la presenza del premier Conte, a fianco del sindaco Sala e del presidente della Regione Lombardia Fontana.

Un filo conduttore tra le miriadi di proposte alla ribalta - in particolare legate al mondo della moda - può essere considerato il tema dell'eredità, del lascito che si trasmette dal mondo del progetto a quello dell'uomo contemporaneo, con il saper fare dei maestri artigiani da trasmettere alle giovani generazioni.

Gli eventi e le installazioni che animano il capoluogo lombardo rappresentano altrettante lezioni magistrali da parte di architetti, designer, creativi e studi internazionali, che forniscono la loro personale interpretazione di questo tema con progetti che toccano i più svariati ambiti: dalle micro-architetture ai modelli astratti, dal landscape urbanistico agli oggetti di arredo domestico, fino alle opere concettuali che lambiscono i territori dell’arte.

A indispensabile supporto, il contributo di numerose maison della moda, che rivela da parte del settore il desiderio di sostenere la riflessione progettuale, intesa come atto d’arte e cultura del nostro tempo.

Da un caleidoscopio di idee e suggestioni  emergono due filoni: da un lato la necessità di una relazione stretta con la natura e la sua tutela; dall’altro, la sospensione tra sogno e realtà, classico e moderno e, a volte, l’iperbole e l’eccesso.

Fa già discutere per esempio la Maestà Sofferente, grande installazione di Gaetano Pesce a forma di poltrona trafitta da frecce in piazza Duomo, per evocare la violenza sulle donne: ma c'è chi ha visto nell'opera un'ulteriore mortificazione del corpo femminile, come Cristina Donati Meyer che ha applicato alla scultura il cartello «La donna è (un) mobile».

«Bene così - ha commentato Vittorio Sgarbi -. Se no sarebbe semplicemente l'opera di un architetto. Pesce è l'anti-Boeri».

Un altro importante appuntamento, in calendario stasera, è l'inaugurazione presso l'Armani/Silos della retrospettiva su Tadao Ando, già presentata al Centre Pompidou di Parigi (nella foto di Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti).

«Questo maestro dell'architettura contemporanea - dice Giorgio Armani - ha la straordinaria abilità di trasformare materiali pesanti, come il metallo e il cemento, in qualcosa di poetico ed entusiasmante».

Sono solo le prime battute di una settimana intensa, in cui Milano, come accade per la moda, diventa ancora una volta capitale internazionale della creatività.

a.c. e a.b.

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a.b.
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