è stato pro fur per tutta la carriera

Gaultier non userà più pellicce. Peta applaude, Iff insorge

Imaxtree

All'elenco di stilisti che hanno bandito le pellicce di origine animale dalle loro collezioni si aggiunge Jean Paul Gaultier, che in un'intervista al canale televisivo Bonsoir ha definito «assolutamente deplorevoli» i metodi di uccisione degli animali, pur ammettendo che le pellicce "vere" sono più sensuali di quelle man made.

La decisione del couturier francese ha provocato, come prevedibile, reazioni contrastanti. Applausi da parte di associazioni animaliste come la francese Spa e la Peta, che definisce questa presa di posizione come un segno dei tempi e ricorda di aver fatto molta pressione nel corso degli anni nei confronti di Gaultier, che in più occasioni si è trovato alle prese con le irruzioni degli attivisti a sfilate ed eventi.

Di tutt'altro tenore il commento di Mark Oaten, ceo dell'International Fur Federation. «Jean-Paul è poco coerente a descrivere la pelliccia come deplorevole - sottolinea - avendo lavorato e venduto pellicce per anni. Perché questo improvviso cambio di opinione?».

«E per quale ragione - aggiunge Oaten - lo stilista dovrebbe supportare Peta, gruppo di animalisti che ha rilasciato dichiarazioni offensive nei confronti di ebrei e omosessuali? Sarebbe opportuno che rivalutasse il ruolo della pelliccia quale materiale naturale, sostenibile e totalmente biodegradabile, a differenza dell’alternativa fake, che è in plastica e di conseguenza ha un forte impatto ambientale».

A proposito di Peta, l'a.d. di Iff puntualizza: «Questa associazione sostiene che gli animali vengono massacrati, una falsa notizia e una totale assurdità. Dovrebbe ritirare questa accusa» (nella foto, Jean Paul Gaultier al termine di una sfilata).

a.b.
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