4 milioni di litri di acqua risparmiati

Mango: l'impegno per la sostenibilità inizia dai jeans

Mango va in profondità sul tema della sostenibilità. Dalla primavera-estate 2019 l'azienda spagnola ha scelto per i suoi jeans tessuti e soluzioni tecnologiche volti al risparmio di acqua.

 

Un impegno visibile nelle proposte della collezione Committed, grazie al quale circa il 38% della proposta estiva di cinque tasche ha caratteristiche sostenibili, con l'obiettivo di arrivare al 50%. Intanto nei negozi si raccolgono i capi riciclati.

 

I jeans della collezione estiva proposti dal player spagnolo consentono un risparmio di quasi 10 litri di acqua per ogni capo, ma si arriva anche a punte di 16,5 litri per i modelli Boy Ts e Straight Ts.

 

Consapevole dell'impatto che la produzione di cotone ha sull'ambiente, Mango ha sviluppato a tal fine due iniziative in collaborazione con esperti del settore. L’introduzione di tecnologie Ecowash, grazie all’azienda Jeanologia, ha aiutato a ridurre il consumo di acqua, energia e prodotti chimici.

 

L'mpiego di cotone Bci (Better Cotton Initiative), che sostiene l’uso di tecniche sostenibili per la coltivazione di questa fibra, garantisce così la diminuzione del consumo di acqua e di prodotti chimici, e assicura la sicurezza e la salute dei lavoratori.

 

Utilizzati per i jeans anche il cotone biologico, che riduce il consumo di acqua durante la coltivazione, e quello riciclato, che contribuisce a un’economia circolare.

 

I jeans "sostenibili" di Mango fanno parte della linea Committed, che propone capi minimal, naturali ed ecofriendly. Impiegati per questa capsule anche il Greencel di Lenzing Refibra, fibra naturale al 100% biodegradabile realizzata con polpa di legno e che non contiene composti tossici, e il Lyocell di Tencel, realizzato con scarti di cotone provenienti da altri processi produttivi e dalla cellulosa del legno.

 

La take action di Mango punta anche sul progetto Second Chances, ossia una serie di contenitori per il riciclo di capi e calzature posti nei negozi fisici, destinati al riutilizzo locale per il 52%, a quello internazionale per 10%, a nuove funzioni (20%) e alla valorizzazione energetica (18%).

c.me.
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