A MOSCA

La maxi-valigia di Vuitton se ne andrà dalla piazza Rossa

Ore contate per la maxi-installazione di Louis Vuitton a forma di valigia, avvolta in una bandiera russa, che campeggia nella piazza Rossa di Mosca, a due passi dal mausoleo di Lenin.

 

Secondo le ultime notizie battute dalle agenzie, la struttura di 30 metri per nove sarà rimossa, dopo le proteste di diversi esponenti della politica e della cultura, ma anche di comuni cittadini, per l'accostamento tra "sacro" (la tomba di uno dei grandi padri della patria) e "profano".

 

La "valigia" è in realtà un padiglione all'interno del quale avrebbe dovuto svolgersi la prossima settimana la mostra benefica "L'anima del viaggiatore", un omaggio al dna del marchio ammiraglio di casa Lvmh, con bauli e altri oggetti di ieri e di oggi, appartenuti a celebrità tra cui lo zar Nicola II. Un'iniziativa realizzata in collaborazione con i magazzini Gum, al traguardo dei 120 anni.

 

Evidentemente il tam tam degli "indignati" ha sortito i suoi effetti. Tra le voci più critiche, quella della giornalista Olga Romanova: "Vladimir Putin costruisce sulla piazza Rossa un nuovo mausoleo, per sé e per Dmitri Medvedev". 

 

Nel 2007 Louis Vuitton aveva scelto come testimonial Mikhail Gorbaciov: una decisione che aveva sollevato scalpore non solo per il personaggio in sé ma anche perché nell'immagine, in cui l'ultimo leader sovietico sedeva sul sedile posteriore di un'auto a ridosso del muro di Berlino con un borsone Louis Vuitton, appariva una rivista.

 

Il titolo del magazine faceva riferimento al misterioso assassinio di Aleksandr Litvinenko, ex agente russo che, in punto di morte, aveva indicato in Putin il mandante. Ma la casa di moda aveva messo le mani avanti, sostenendo di non aver avuto nessuna intenzione di lanciare messaggi diversi da quelli legati al concetto di "personal journey", leitmotiv della campagna.

 

 

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