A PITTI UOMO

Thomas Tait: «A Pitti mi riprogetto»

Tra gli appuntamenti clou di questa tornata di Pitti Uomo, la serata-evento alla Limonaia di Zenobi nel Giardino di Boboli, dedicata allo stilista canadese Thomas Tait (nella foto), womenswear guest designer di Pitti Uomo. «Mostrerò una combinazione di capi di stagioni passate: ogni pezzo sarà affiancato da un altro, riprogettato grazie all'aiuto di Pitti», anticipa il creativo, vincitore nel 2014 della prima edizione dell'Lvmh Prize.

 

Intervistato da Fashion, Tait rivela che stasera (17 giugno) metterà a punto una performance multisensoriale, in cui coinvolgerà quattro fra le sue "muse", un'élite di cui fanno parte personaggi come Zaha Hadid e Cathy Horyn.

 

«Realizzo il sogno di ogni designer - sottolinea -. Tornare indietro nel tempo e avere l'opportunità di rifare il proprio lavoro ma meglio! Sono elettrizzato». La vittoria all'Lvmh Prize ha rappresentato per il 27enne Thomas un trampolino di lancio: «Il Gruppo Lvmh mi ha fornito due fantastici tutor, a Londra e a Parigi. Grazie a loro sono riuscito ad aprire nuovi canali di vendita e produzione. Poi sono arrivati i 300mila euro del premio, davvero utili ed è raddoppiato il numero dei clienti».

 

Le sue collezioni sono «il risultato di uno studio sulle forme e sulle proporzioni. Mi capita spesso di fare scelte progettuali paradossali per quanto riguarda i tessuti, le proporzioni e i colori». Molteplici le fonti di ispirazione: «Azzedine Alaïa, Alexander McQueen, John Galliano, Chalayan». La produzione è concentrata in Gran Bretagna, «anche se grazie a Pitti e a Lvmh sto lavorando anche con aziende italiane e francesi».

 

Tra i brand italiani lo entusiasma Prada e, in tema di giovani talenti, indica tra i preferiti Simone Rocha e il duo formato da Paolo e Marta di Marques Almeida, che si sono aggiudicati quest'anno l'Lvmh Prize.

 

L'intervista completa è pubblicata sul numero 9 di Fashion, datato 12 giugno 2015 e in distribuzione in questi giorni.

 

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