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Il digitale nuova frontiera del lusso. Anche per i baby boomer

Il digitale influenza più della metà degli acquisti di lusso e l’80% dei consumatori vorrebbe sperimentare un’esperienza omnichannel con i brand: sono dati emersi dallo studio “Digital or Die: The Choice for Luxury Brands”, condotto da The Boston Consulting Group.

 

La società di consulenza ha intervistato oltre 10mila consumatori in dieci Paesi, tra cui l’Italia, e diffuso questa analisi in occasione della settimana della moda di Milano.

 

Nicola Pianon, senior partner e managing director di BCG, coautore dello studio, commenta: «Il digitale è una delle migliori notizie per le aziende del lusso, in un momento in cui non ci sono più tanti negozi da aprire e tanti consumatori da conquistare. È un amplificatore molto forte».

 

Tuttavia non è un tema facile da affrontare, considerando che mette in gioco le strategie e l’organizzazione aziendale a 360 gradi. L’esperienza omnichannel richiede la creazione di un ecosistema che soddisfi differenti necessità del consumatore.

 

Ad esempio il 31% dei luxury shopper desidera un servzio di delivery integrato, il 24% vorrebbe invece uguali promozioni su tutti i canali. I brand devono quindi essere pronti a "incontrare" i clienti lungo tutto il percorso di vendita in numerosi punti di contatto e armonizzare tutta la customer experience.

 

In dettaglio, BCG ha rilevato che il 41% dei consumatori di lusso cerca beni e servizi online e li acquista offline, mentre il 9% fa il percorso inverso. L'e-commerce vale oggi il 7% del mercato globale del lusso, ma per il 2020 questa quota sarà cresciuta fino al 12%.

 

Inoltre il digitale non è monopolio dei Millennial. Dalla ricerca emerge che anche il 75% dei baby boomer e dei consumatori più maturi si dichiara preparato a un’interazione su più canali con i brand: una percentuale vicina a quella dei giovani (85%).

 

In Paesi come Russia e Giappone sono le fasce più mature dei luxury shopper a servirsi maggiormente delle nuove tecnologie. Anche se certo sono le nuove generazioni ad avere maggiore confidenza con il mezzo. Il 60% dei Millennial valuta un prodotto online, il 60% condivide in Rete contenuti su beni e servizi e il 43% ricerca delle promozioni su Internet, anche quando si trova in negozio.

 

Ultima evidenza: in Paesi come l’Italia e la Francia permane una certa preferenza per l’esperienza in-store.

 

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