ANALISI

Molti fan ma poco engagement: i fashion brand sui social network

Il fatto di avere molti “seguaci” sui social media non necessariamente si traduce in engagement: così almeno sostiene il primo report su Fashion & Luxury della società di analisi Brandwatch, che ha esaminato 721.140 “social conversation” riguardanti 32 brand della moda e del lusso.

 

La forza digitale dei marchi della moda e del lusso è stata misurata in base a cinque criteri chiave: la social visibility, la general visibility, il net sentiment, il reach growth, il social engagement and content.

 

Calvin Klein, Christian Dior e Louis Vuitton hanno ottenuto i punteggi più alti nelle cinque aree dello studio, mentre Dkny è stata tra i marchi con il rating complessivo più basso. Chanel si segnala per l’indice più alto in fatto di social visibility e Coach per il miglior “sentiment”. Justin Bieber ha impresso energia alle “social conversation” di Calvin Klein: il cantante è stato infatti menzionato in relazione al brand più di 87mila volte.

 

Sebbene molte di queste griffe abbiano milioni di follower, il livello di engagement lascia molto a desiderare, secondo Brandwatch. I dati mostrano che in media le aziende della moda e del lusso inviano tweet e postano su Facebook meno di due volte al giorno per ogni piattaforma.

 

Inoltre questi marchi risultano ancora poco impegnati a dialogare con il proprio pubblico dei social network. Risposte dirette, retweet e commenti avverrebbero in media meno di una volta al giorno. Mentre queste piattaforme sarebbero una potente leva per coinvolgere e rafforzare la fedeltà dei clienti.

 

Ci sarebbe poi un altro punto di criticità: dallo studio emerge che i player del fashion sono assenti nei momenti chiave per sviluppare una comunicazione sui social: il sabato e la sera. Mentre invece Brandwatch sostiene che i consumtori siano “actively pursuing” soprattutto il sabato e la sera tra le 21 e le 23, proprio quando le griffe sono inattive sui social network.

 

 

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