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Aimpes: la pelletteria rallenta la corsa all’estero. A settembre debutta Mipel Virtual Hub

Durante l’assemblea annuale di Aimpes (Associazione Italiana Pellettieri) sono stati resi noti i dati di settore relativi al 2015, caratterizzato da un +6% in valore dell’export. Presentato l’innovativo progetto Mipel Virtual Hub, il primo salone virtuale della pelletteria, che inaugurerà a settembre 2016.

 

Per il neo presidente Riccardo Braccialini (nella foto) è stato il momento di tracciare un bilancio del primo anno di mandato alla guida di Aimpes. L’associazione si è mossa su un duplice binario: riacquisire centralità all’interno del sistema moda e riposizionare il salone Mipel nel panorama fieristico dell’accessorio.

 

Grazie al lavoro svolto dai nuovi vertici, Mipel ha avviato un percorso di rinnovamento nell’immagine e nella qualità dell’offerta, già tangibile alle ultime due edizioni della fiera, che si svolge tradizionalmente a Rho insieme a TheMicam (prossimo appuntamento dal 3 al 6 settembre 2016).

 

Da settembre 2016 verrà affiancata da Mipel Virtual Hub, piattaforma di realtà virtuale creata ad hoc per i business event da Hyperfair, all’interno della quale gli espositori potranno essere visibili e contattabili sempre e ovunque, promuovere il marchio e i prodotti ed entrare in contatto con buyer accreditati.

 

Sul fronte della congiuntura, il 2015 ha visto l’export crescere del 6% in valore e del 3% in volume, segnando una leggera attenuazione del trend espansivo che ha caratterizzato gli ultimi anni. Il fatturato realizzato all’estero ha superato i 6,4 miliardi di euro e il saldo della bilancia commerciale è positivo per 3,9 miliardi di euro.

 

Gli Stati Uniti sono stati un volono di sviluppo per la pelletteria made in Italy: il giro d’affari è progredito del 13% per un valore di 634 milioni di euro. Bene anche la Germania (+11%), la Spagna (+15%), i Paesi Bassi (+13%) e la Gran Bretagna (+6%).

 

Fuori dall’Europa l’export è migliorato verso la Cina (+18%), il Giappone (+7%) e Hong Kong (+7,3%). Più che dimezzati rispetto a due anni fa sono invece i valori riferiti alla Federazione Russa, che nel 2015 subisce un’ulteriore contraccolpo del 20,5% rispetto all’anno precedente. Scende del 30% l’Ucraina.

 

La fascia dei prodotti di lusso continua a essere trainante in relazione alle esportazioni del settore, nonostante accusi un rallentamento.

 

Il mercato domestico permane in uno stato di sofferenza: il volume degli acquisti di prodotti in pelle è sceso di un ulteriore 2,8% e la spesa - attestatasi intorno a 1,6 miliardi di euro – ha avuto una flessione del 2,5%, con un lievissimo aumento del prezzo medio, che ha interessato soprattutto l’acquisto di prodotti di importazione.

 

L’import del settore è progredito nel 2015 del 15% in valore e del 2% in quantità.

 

 

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