ASSOCIAZIONI

Pilotti: «Le calzature parte integrante di Industria 4.0»

Presentato a Montecitorio lo Shoe Report 2016 sullo stato del settore calzaturiero in Italia, a cui si è accompagnato l’appello ai politici della presidente di Assocalzaturifici, Annarita Pilotti, che ha chiesto l’impegno per togliere le sanzioni alla Russia e far approvare l’etichetta “made in” in sede europea.

 

Altri punti chiave del suo intervento: la riduzione del cuneo fiscale, la defiscalizzazione degli investimenti per ricerca e sviluppo e una maggiore attenzione da parte delle banche all’assegnazione del credito.

 

«Le nostre aziende (Assocalzaturifici rappresenta oltre 650 piccole e medie imprese e 77mila addetti, ndr) vogliono svilupparsi e crescere e hanno tutte le carte in regola per farlo - ha detto Pilotti - e, di conseguenza, le opportunità di accesso al credito diventano fondamentali».

 

«Chiediamo alle banche di creare opportunità di formazione per le nostre aziende: occasioni in cui gli operatori del credito possano farsi conoscere, ma anche comprendere meglio la nostra realtà e le nostre esigenze - ha aggiunto -. Non siamo solo fatturato, siamo industriali e professionisti che difendono una tradizione produttiva unica e apprezzata. Le banche ci sostengano nella nostra battaglia».

 

Sebbene sette imprese su dieci, tra quelle intervistate nel report, si dicano soddisfatte del loro rapporto con gli istituti bancari, molte chiedono infatti una diversa e migliore assegnazione del credito: servirebbero criteri di valutazione più evoluti e completi, che rispecchino un ritorno delle banche “all’economia reale”.


Più combattuto, fra interesse e diffidenza, è invece il grado di apertura delle aziende del settore all’ingresso di soggetti “esterni” nel capitale. Solo il 3% degli intervistati ha preso o sta prendendo in considerazione la possibilità di aprire a investitori. La metà del campione non esclude di considerare questa opzione in futuro e riconosce la necessità «di sviluppare un sistema di finanziamento extra-bancario rispetto a oggi».

 

La soluzione potrebbe essere quella di adottare una “strategia di accompagnamento” più sofisticata, sia grazie a processi di snellimento di accesso al credito bancario ed extra-bancario, sia attraverso investimenti dedicati alla formazione per le imprese che hanno ancora pochissima esperienza in ambito finanziario.

 

Dopo aver ricordato, «da imprenditrice che lavora sul campo», le oltre 150 aziende chiuse negli ultimi due anni e gli oltre 8.500 posti di lavoro persi, il presidente di Assocalzaturifici ha lanciato un appello «forte e accorato» perché si possano togliere «le maledette sanzioni alla Russia». Queste ultime, insieme alla svalutazione del rublo, al prezzo del petrolio e alla politica nazionalistica, hanno contribuito al crollo del mercato.

 

Il calzaturiero italiano ha visto ridurre la quantità della produzione del 15% dal 2008 al 2015, anche se nei primi sei mesi del 2016 il calo è stato solo di 2 punti, con segnali di ripresa. Il prezzo medio di un paio di scarpe è passato nello stesso periodo da 31,2 a 41,7 euro, il 33,75% in più, con un innalzamento della qualità del prodotto made in Italy, sempre più apprezzato nelle fasce medio-alto e alto, che ha compensato la riduzione dei volumi. Sul fronte dell’export la crescita in valore è stata del 3,8% nel primo semestre dell’anno e il trend va avanti da cinque anni con la bilancia commerciale positiva.

 

Sul tema del “made in”, Pilotti ha detto: «Sono dieci anni che se ne parla. Ora, con l’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea, ci sono le condizioni per ottenere la maggioranza e far passare questa proposta».

 

Affrontando il tema della competitività ha affermato: «È necessario un cambio strutturale della politica fiscale in Italia. Devono essere liberate quante più risorse possibili a favore di imprese e lavoro, perché solo in questo modo si potranno pagare di più i dipendenti, guadagnare in competitività e investire, creando ricchezza e favorendo la ripresa dei consumi in questo Paese».

 

Annarita Pilotti ha infine sottolineato l’importanza della risoluzione presentata dall’onorevole Petrini, che impegna il governo a prendere misure per agevolare le spese per la realizzazione dei campionari. «Il governo deve comprendere che il comparto moda calzatura dovrebbe essere parte integrante del piano Industria 4.0, presentato dal ministro Calenda, che ha messo a disposizione un fiume di risorse, circa 12 miliardi di euro in tre anni - ha spiegato -. Anche noi abbiamo il diritto di essere coinvolti non solo per i macchinari, ma anche per ricerca e sviluppo».

 

 

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