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EY premia Remo Ruffini e Giovanna Furlanetto

Remo Ruffini, presidente e ceo di Moncler, ha ricevuto da EY il premio "Imprenditore dell'Anno" e Giovanna Furlanetto ha vinto per il "Fashion & Design".

 

«Quando ho acquisito Moncler - ha raccontato Ruffini - ritenevo che avesse una storia e un heritage unici. Ero convinto che potesse diventare un brand speciale e, con grande coerenza, insieme al mio team abbiamo sviluppato questo progetto innovativo, restando fedeli al nostro dna».

 

«Oggi Moncler è un marchio globale - ha proseguito - che a fine 2016 ha superato il miliardo di euro di ricavi, con una presenza in oltre 70 Paesi. Considero questo premio un significativo riconoscimento, che sottolinea i continui sforzi e la passione con la quale lavoriamo ogni giorno. Ci impegniamo con entusiasmo e dedizione a raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi».

 

Alla 21esima edizione del Premio EY (società di revisione e consulenza precedentemente nota come Ernst & Young) sono stati inoltre assegnati l'award Fashion & Design a Giovanna Furlanetto, presidente di Furla, e il riconoscimento speciale della giuria a Michela Zanella, direttore generale di O Bag.

 

La serata, ieri (9 novembre) a Milano, è stata l'occasione anche per presentare l'EY Growth Barometer 2017, estrapolato dal report globale EY Growth Barometer: Global Highlights, risultato delle interviste di circa 2.300 top manager di aziende tra 1 milione e 3 miliardi di dollari, in 30 Paesi, realizzate da Euromoney Institutional Investor Thought Leadership tra il 31 marzo e il 12 maggio 2017.

 

Dall'indagine emerge che oltre la metà delle medie imprese italiane prevede per il 2018 una crescita fra il 6% e il 10% (lo stima anche il 34% del campione su scala globale) e un terzo prospetta un incremento entro il 5% (in linea con il resto del mondo). Solo il 9%, contro il 16% del campione totale, dei dirigenti italiani ipotizza un'accelerazione fra l'11% e 15%.

 

Le maggiori leve della crescita saranno le operazioni di M&A (le aziende cederanno le attività non core per concentrarsi sul business principale), l'accesso a nuovi mercati e l'incremento della quota di mercato.

 

Tra i rischi percepiti dai manager spiccano l'aumento della concorrenza, le barriere commerciali e l'instabilità politica. La maggior parte di loro mette la trasformazione tecnologica al primo posto della lista delle sfide per il futuro.

 

 

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