BEACHWEAR

Blue Fashion Beach: la moda mare sfila in passerella, ma non in calendario

È stata presentata ieri Blue Fashion Beach, la kermesse dedicata al beachwear made in Italy che si terrà al Superstudio 13 di via Tortona a Milano il 22 e il 23 settembre, nel pieno della fashion week. Una scelta strategica, anche se "non c'è nessuna intenzione di tornare nel calendario della moda donna".

 

Così ha sottolineato Marco Pisani, presidente di Network Dessous, gruppo specializzato nella pubblicazione di riviste di lingerie e costumi, media partner dell'evento. Presenti anche Michele Tronconi di Sistema Moda Italia e Giancarlo Siola, event manager della rassegna.

 

Blue Fashion Beach, giunta alla seconda edizione con il patrocinio di Smi, porta in campo quest'anno 11 brand, con due sfilate collettive e una passerella interamente dedicata al bolognese Pin-Up Stars. Riflettori puntati, inoltre, sulle collezioni primavera-estate 2013 di Agogoa, Domani, Emamò, Isa Belle, La Fabbrica del Lino, Paladini, Parah, Playa Roberta Corti, Raffaela D'Angelo e Tezuk.

 

Una selezione di label tra le quali spiccano nomi che arrivano direttamente dalla top 5 nel settore vendite per l'estate appena trascorsa, che secondo l'European Survey Beachwear Top Retailers 2012 vede al primo posto Emamò, seguito dalla divisione beachwear di Twin-Set e, nell'ordine, Agogoa, Pin-Up Stars e Domani.

 

Restano indietro in classifica le linee beachwear delle griffe, indiscusse protagoniste di Milano Moda Donna: un dato che Marco Pisani di Network Dessous ha confermato. Sembra quindi non ci sia nessuna intenzione per la moda mare di entrare nuovamente in calendario: Blue Fashion Beach rimane una manifestazione autonoma nel panorama della beach couture, orientata verso proposte esclusivamente made in Italy.

 

L'importanza di una produzione tutta italiana è stata ribadita anche da Michele Tronconi. Il presidente di Smi ha voluto sottolineare la necessità di una normativa a livello europeo che certifichi obbligatoriamente l'indicazione d'origine dei capi. "Chi è made in Italy, lo dichiari - ha detto nel corso della conferenza stampa -. Eventi basati sull'autoselezione dei brand interamente prodotti nel nostro Paese, come Blue Fashion Beach, contribuiscono a sostenere la trasparenza del mercato".

 

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