Botta e risposta

Scoppia la polemica tra Camera Moda e la stampa estera

Confronto-scontro domenica mattina tra i nuovi vertici della Camera Nazionale della Moda Italiana e la stampa straniera. La polemica si è accesa durante  la conferenza presentazione del nuovo organigramma di Cnmi in seguito all'intervento di un giornalista che ha espresso perplessità  sul nuovo organigramma formato - a suo dire -  solo dall'establishment, senza donne e senza rinnovamento generazionale.



Alle accuse ha risposto il vicepresidente vicario Patrizio Bertelli - presente all'incontro insieme agli altri vicepresidenti Diego Della Valle e Gildo Zegna. "Le nostre aziende - ha dichiarato il numero uno del gruppo Prada - hanno un'età media di 40 anni e diamo sempre spazio ai giovani, ma per la Camera era importante mettere un punto fermo sul nuovo corso''.



''L'età anagrafica - ha aggiunto - non è inoltre garanzia di rinnovamento''. Bertelli ha anche spiegato che è difficile trovare dei trentenni con la capacità imprenditoriale che sta dietro a marchi come il suo e quelli degli altri vicepresidenti, in grado di mettere 250mila euro l'anno nella Camera. Ha poi sottolineato l'impegno forte non solo degli stilisti e degli imprenditori che sfilano con i loro marchi, "ma delle aziende forti del made in Italy''.



A sostenere le posizioni di Bertelli è sceso in campo Gildo Zegna, che ha ribadito il forte investimento economico delle aziende nel rilancio organizzativo del fashion system italiano. Mentre il presidente Mario Boselli, nel tentativo di alleggerire il clima ha rilanciato con una battuta: ''Qui l'unico anziano sono io''.



Durante l'incontro non sono ovviamente mancate domande su Armani e Dolce e Gabbana, che non sono iscritti alla Camera. ''Ho risposto che su Armani c'è un avvicinamento in atto - racconta Boselli - ma che le varie realtà devono essere libere di fare quello che vogliono''.

 

 

 

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