Buyer a Milano Moda Donna

Per Prada, Dolce&Gabbana & Co. ritorno alle origini: «Un trend che funziona»

La lezione che emerge da questa edizione di Milano Moda Donna è che l'heritage paga e non solo nel caso di Versace e di Gucci. Anche Dolce&Gabbana (nella foto) ha convinto, riproponendo cavalli di battaglia del passato come le guêpière, il nero e le trasparenze.

 

«Sono tanti i brand anche medi che potrebbero puntare sull'heritage, ma rielaborandolo con linguaggi moderni», assicurano in coro i buyer nazionali, ma soprattutto quelli internazionali.

 

Insomma la novità di stagione per molti brand è il passato. Ai buyer è piaciuta anche l'operazione Dolce&Gabbana: «Con le loro collezioni - commentano all'unisono - si sono appropriati dell'heritage di un Paese e in particolare del Sud negli anni 50 e stanno facendo innamorare i Millennials». «Hanno avuto un'idea semplice ma geniale - rincara la dose Beppe Angiolini di Sugar - portare la couture in strada»

 

I nomi più iconici del made in Italy hanno conquistato anche Sebastian Manes. Il buying and merchandising director di Selfridges, che ha definito la fashion week milanese «not surprising» ma coerente, ha preferito gli show più iconici: Versace e Moschino.

 

Anche Prada è tornata all'essenza con abiti femminili, femministi ed eccentrici. «Rispetto alle ultime stagioni - fa notare Silvia Bini di Viareggio - è tornata leggermente sui suoi passi, giocando la carta dell'heritage». Ma sono in molti ad aver amato la donna ultra moderna di Miuccia Prada.

 

Il più entusiasta del lavoro di Miuccia è forse Ken Downing, Senior Vice President/Fashion Director: «La sua collezione così aggressiva e Punk mi ha tenuto incollato alla sedia. Le scarpe, le borse, i cappotti di  e la colonna sonora retrò erano pura perfezione».

 

«Certo non si è trattato di un'offerta particolarmente commerciale - chiosa Gianni Peroni di G&B Negozio - ma ormai le collezioni di maggior successo non sono le più commerciali».

 

C'è un altro marchio che un po' a sorpresa i buyer hanno citato tra i casi di maison storiche che con successo hanno rivisitato il passato: Krizia, un marchio di cui non si sentiva parlare da un po'. Tutto merito del nuovo e goivane stilista che disegna la collezione, Antonio D'Anna.

 

«Mi sono innamorata di come D'Anna, alla sua seconda stagione, ha fatto riscoprire l'heritage di questa maison. Erano bellissime tutte le plissettature e anche gli abiti sartoriali colorati» osserva Candice Fragis, fashion director di Farfetch.

 

Non si limita a fare complimenti Silvano Vangi di LuisaViaRoma: «Krizia sarà l'unico nuovo inserimento della stagione per LuisaViaRoma, insieme alla collezione di Santoni con Marco Zanini. Un prodotto convincente, specie le maglie con l'animalier, che hanno fatto la storia di Krizia».


 

 

 

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