CRAFTING THE FUTURE OF FASHION

Bertelli: «Anticipiamo la donna a luglio, senza temere Anna Wintour»

«Noi italiani siamo troppo a rimorchio di tutti e non riusciamo a essere impositivi. Bisognerebbe portare le sfilate della donna a metà luglio e quelle dell'uomo a metà giugno. Ma invece ci preoccupiamo di come reagirebbe Anna Wintour». La proposta arriva da Patrizio Bertelli di Prada, durante il suo intervento al convegno di chiusura di Milano Moda Uomo organizzato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana.

 

Una proposta di rottura, che renderebbe Milano autonoma dalle altre fashion week a cominciare da Parigi, ma che secondo Bertelli potrebbe contrastare anche il problema delle copie da parte dei colossi del fast fashion «che sono diventati competitor nella capacità di seguire i trend. Perché dobbiamo sfilare a fine settembre, se poi certi gruppi riescono a copiare e anticipare il nostro lavoro dopo un giorno dallo show?».

 

Bertelli è intervenuto sul palco del summit dal titolo "Crafting The Future of Fashion" insieme ad altri due personaggi di spicco del settore moda come Renzo Rosso (Otb) e Stefano Sassi (Valentino),che si sono dimostrati molto più cauti in merito alla possibile rivoluzione del calendario rispetto al collega.

 

«I vantaggi che porterebbe un anticipo ci sono evidenti - ammette Rosso rispondendo alla sollecitazioni di Bertelli -. Idealmente sarebbe "figo" presentare la donna nei giorni della moda uomo, ma le criticità restano. La stampa di settore è divisa tra uomo e donna, così come i buyer e oggi come oggi scegliere una fashion week significherebbe perdere parte di questi addetti ai lavori».

 

Non contesta l'idea di Bertelli, ma si guarda bene dal farla propria Stefano Sassi, anche perché la maison Valentino sfila a Parigi e non a Milano. «E così continuerà a fare - sottolinea il manager - perché è parte del suo dna. Questo però non ci impedisce di essere attivi all'interno della Cnmi e di assicurare a Milano il nostro contributo».

 

Ma Bertelli si è dimostrato il vero mattatore della tavola rotonda, moderata da Simone Marchetti de La Repubblicae ha conquistato la platea dell'Unicredit Pavillon con la sua visione: «Il mercato non è in crisi - ha detto rivolgendosi al pubblico in sala -. Il problema è un altro».

 

«Negli anni intorno al 2010 ci siamo fatti prendere dalla foga e abbiamo immesso troppo prodotto sul mercato - ha precisato -. Da qui sono nate l'esplosione del parallelo e la richiesta di vendite a prezzo scontato. Ora è tempo di fermarci a pensare e rivedere il modello industriale».

 

stats