CRUISE 2019

Gucci sfila nella necropoli: Alessandro Michele dall'inferno a Elton John

Dame vittoriane, imperscrutabili sacerdotesse con lunghe cappe nere, seguaci di Billy Idol ed Elton John (che si è esibito per l'occasione), tutti insieme a sfilare tra fuochi e fiamme nella necropoli romana di Alyscamps ad Arles: una tribù di nuovi zombie dal fascino irresistibile, immaginati da Alessandro Michele per la Cruise 2019 di Gucci.

 

Una sfilata che, come sempre accade con gli show del marchio sotto l'egida creativa di Alessandro Michele, non può essere spiegata, né catalogata.

 

Si può parlare di influssi - dal gotico a Cime tempestose, fino alla disco anni Ottanta e ai "salotti buoni" pre Sessantotto - e di capi o particolari che restano più impressi di altri: il corsetto fatto come una gabbia toracica, le grandi croci che compaiono dappertutto, l'ironia del diavolo che suona una trombetta sulla T-shirt dedicata al Grand Hotel Chateau Marmont, le fantasie tappezzeria o riprese dalle porcellane di Richard Ginori che vanno a cozzare con i motivi a quadri, i versi di Dante Alighieri sulle giacche. Senza contare i grandi occhiali alla Elton John (special guest della serata con il suo concerto) ai tempi di Pinball Wizard.

 

Ma, nonostante la collezione sia fatta di migliaia di dettagli, citazioni e stratificazioni, a seguirli ci si perde.

 

Alla fine è l'insieme che conta e soprattutto la capacità di Michele di orchestrare una collezione in cui il passato si fa tendenza e oggetto del desiderio, l'heritage scende dal piedistallo per contaminarsi con le più disparate fonti di ispirazione - dalla strada alla musica e allo sport, fino all'albergo più iconico di Los Angeles - e la modernità è palpitante e viva, nonostante l'apparente "spettralità" dello show.     

 

a.b.
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