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Yom Kippur: Parigi non si fa sorprendere, Dior in testa. Cosa farà Gucci nel 2018?

La Parigi della sfilate della moda e delle showroom non si fa sorprendere dallo Yom Kippur, la ricorrenza ebraica che impone un giorno di digiuno e di preghiera e che cade tra il 29 e il 30 settembre. Nessuno scossone nel calendario a parte Dior, che un anno fa aveva sfilato di venerdì e che questa stagione ha anticipato il suo show al 26. Vedremo cosa succederà a Milano nel 2018, quando lo Yom Kippur coinciderà con il primo giorno di sfilate, tradizionalmente occupato da Gucci.

 

Dal tramonto del 29 e per le 24 ore successive, quindi, i buyer e i giornalisti della moda appartenenti alla comunità ebraica che vorranno rispettare le prescrizioni della ricorrenza non potranno lavorare. Due anni fa lo Yom Kippur si era sovrapposto con il primo giorni di sfilate a Milano Moda Donna, facendo nascere una serie di polemiche tra chi ipotizzava un slittamento dell'inizio della manifestazione e chi tra le aziende impegnate nella sfilata temeva un impatto negativo sulla sfilata in termini di presenze dei buyer.

 

«A Parigi c'è grande rispetto della tradizione - racconta Gianni Amati titolare della boutique Leam e appartenente alla comunità ebraica romana -. Aziende e showroom si sono fatte trovare preparate, regolando gli appuntamenti in base all'evento».

 

«Dior - spiega Amati, che si trova a Roma e partirà per le sfilate parigine solo dopo la conclusione dello Yom Kippur - ha anticipato lo show per permettere a tutti i buyer, specie quelli americani, di essere presenti».

 

Resta da vedere cosa succederà a Milano Moda Donna nel 2018: calendario alla mano, lo Yom Kippur si celebrerà tra il 18 e il 19 settembre, con le sfilate che iniziano il mercoledì 19. Chissà se questa sovrapposizione spingerà un marchio come Gucci a cambiare i suoi piani.

 

La griffe della doppia G di fatto ha il compito di aprire la fashion week con una sfilata pomeridiana, ma a quell'ora tutti i membri della comunità ebraica osservanti non potranno essere presenti. Un  problema anche per la Camera Nazionale della Moda Italiana che ha il compito di compilare il calendario delle sfilate e che già nel 2015 aveva avuto qualche grattacapo a causa della sovrapposizione.

 

 

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