DESIGN WEEK

Istituto Marangoni: Li Edelkoort detta i trend 2018-2019 alla School of Design

Folk, flower, textile, street: sono solo alcune delle tendenze "ritratte" da Lidewij Edelkoort - una delle più note trend forecaster al mondo - invitata per una lecture dalla School of Design di Istituto Marangoni, in occasione del Rodo Star Prize 2017 e della design week.

 

Si chiama "Portraits of Fashion" la rassegna di trend per il biennio 2018-2019, captati da Li Edelkoort e sintetizzati stamattina (6 aprile) a Milano. E non è un caso. Mentre la selfie culture imperversa, come ha spiegato l'esperta, il modo di visualizzare le immagini si modifica da verticale a orizzontale e l'attenzione si concentra sempre di più sul busto, il collo, il viso e quindi su piccoli dettagli.

 

In un continuo intreccio fra ritratti (incisioni, dipinti, miniature, fino alle polaroid e agli scatti dello smartphone), arte, grafiche, moda, tessuti e oggetti, Edelkoort ha immaginato il prossimo biennio condizionato in primis da uno stile "engraving", che riprende certe incisioni del Medio Evo: minimalista, quasi monastico, è sinonimo di un abbigliamento dove i tessuti, in tonalità neutre, coprono le silhouette. Un secondo mood è il "drawing", che vede l'abbondare di segni grafici, anche con un piglio satirico.

 

Nel terzo portrait presentato, "painting", acquistano sempre più importanza le stampe tessili, con lo stesso approccio dei ritratti dell'espressionismo e l'obiettivo di rappresentare l'interiorità di chi le ha create (o di chi le indossa).

 

Edelkoort ha parlato anche di "abstraction" - come modo contemporaneo di vedere il fashion e di comprendere forma e colore - e di "folk", che già si vede in certi vestiti con la gonna a ruota o nei ricami, che rievocano gli abiti tradizionali di varie culture. O ancora, nel mix di fantasie, come quelle floreali sovrapposte agli scaccati.

 

Proseguirà inoltre il tema "flower", specie nelle tonalità viola e blu, non solo disegnati ma anche freschi, come decoro, magari sistemati un po' alla rinfusa.

 

Grandi protagonisti dei prossimi due anni saranno anche i tessuti, mentre prende sempre più piede la fiber art e si scoprono modi nuovi di utilizzare la materia tessile. "Textile" significa anche assemblaggi di tessili diversi, ricami e tanto knitting.

 

Nell'elenco pure lo stile "street" che attinge ai graffiti urbani e alla street art, di regola esplosione di colori, insieme al "children", che prende spunto dai disegni dei bambini e dall'universo infantile (tonalità confetto comprese) e all' "animals": capi con pelliccia, maculati, ma anche acconciature.

 

Fotografia, cinema, arte e fashion prenderanno anche la strada del "collage" (di immagini, scritte, materiali e geometrie). Il portrait "self" fa riferimento all'autoritratto, al selfie, a tessuti e colori maschili, mentre il "poetry" si riferisce alla immagini romantiche delle miniature dipinte e ai colori cupi dell'inchiostro.

 

Saranno riprese le fogge dei vestiti severi, ma con dettagli curati, del passato ("the past"), oppure verranno riprodotte con un certo senso dell'umorismo ("derision"), vedi Marge Simpson disegnata con le sembianze de "La ragazza con l'orecchino di perla" di Vermeer.

 

Si punterà a riproporre la bellezza femminile fra Medioevo e Rinascimento, connotata da palette luminose e dalla predominanza di elementi decorativi ("beauty").

 

Da ultimo, Edelkoort prevede che tra i modelli femminili che si imporranno non mancherà il "flapper", quello della ragazza spregiudicata, contraria alle convenzioni, che opterà per il giallo, al posto dell'ormai obsoleto rosa.

 

La lecture si è conclusa con la consegna del Rado Star Prize 2017, voluto dal noto marchio svizzero di orologi, che ha messo in competizione circa mille progetti degli studenti dell'Istituto Marangoni (fashion, interior e industrial design), impegnati nel progettare un oggetto "adatto a rispondere alle esigenze e allo stile di vita dei consumatori di domani".

 

La giuria presieduta da Giulio Cappellini (noto designer e direttore creativo della scuola di design), di cui ha fatto parte la stessa Edelkoort, ha premiato Mijal Lebel, studentessa israeliana del corso di interior design, che ha presentato il progetto "The cell textile": un tessile sostenibile che, assemblando biomateriali e informazioni biometriche, può mutare in traspirante, leggero, tecnico o, all'occorrenza, in isolante, termico, idrorepellente e termoregolatore.

 

 

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