DICHIARAZIONI

Carlo Capasa sulla scelta di Gucci: «I calendari sono in evoluzione»

Gucci è il primo marchio italiano di grandi dimensioni sul fronte del fatturato a cambiare strategia e unificare le due sfilate. Pur senza il "see now buy now" , anche in Italia si è innescata la rivoluzione delle tempistiche e dei calendari, che potrebbe  portare a un riassetto delle fashion week.

 

«I calendari sono in evoluzione, non mi soffermerei sulla divisione rigida tra uomo e donna», ha commentato il presidente della Camera Nazionale della Moda, Carlo Capasa.


Il rischio è che la scelta di Gucci possa indebolire l'edizione della fashion week da cui il marchio si sfilerà a partire dal 2017. In particolare quella maschile (più concentrata) risentirebbe dell'assenza del marchio. Ma anche per la moda donna l'assenza del marchio della doppia G, che inaugurava la manifestazione, sarebbe un guaio.



«La decisione di Gucci - commenta Capasa, impegnato alla Luxury Conference dell’International New York Times a Versailles - rappresenta una scelta aziendale, che corrisponde alla storia raccontata da Alessandro Michele e che viene fatta nel rispetto dei meccanismi delle nostre fashion week».

 

«Socio storico di Camera Nazionale della Moda Italiana e membro del nostro board - continua il numero uno di Cnmi - Gucci intende mantenere il "see now, buy later," principio su cui è fondato in massima parte il sistema creativo della filiera italiana».


«In questo momento - precisa - ci sono molte collezioni donna che sfilano durante l'uomo e viceversa. La situazione è molto più fluida che in passato. Per questo penso che la cosa più importante sia che la proposta italiana mantenga una forte vitalità nel suo complesso».


Parole ragionevoli ma se, sulla falsariga del brand di casa Kering, altre realtà commercialmente rilevanti optassero per la fusione delle sfilate si aprirebbero scenari di riorganizzazione anche per le fashion week di Milano.

 

Tra gli indiziati numero uno di una possibile fusione c'è di sicuro Prada: da tempo il patron del gruppo a Patrizio Bertelli caldeggia la possibilità di una sfilata unica, anche se la moglie Miuccia ufficialmente si oppone a questa soluzione.

 

Lo ha confermato la stessa stilista in una recente intervista pubblicata da wwd.com: «Sono contraria - ha affermato -. Allestire due sfilate in una sarebbe un gioco al massacro. Bello ma da spararsi, visto il modo in cui lavoriamo, all'ultimo minuto, con i capi che arrivano il giorno prima o addirittura il giorno stesso».

 

Forse la sopravvivenza di quattro fashion week a Milano è nelle sue mani. E in quelle di pochi altri.

 

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