DIGITAL INFLUENCER DAY

Branding 4.0: tra mobility e fashion, la coerenza buca lo schermo

Fashion, mobility e design sono accomunati dalla stessa sfida: adottare il concetto di digitalizzazione nella produzione, nei servizi, nella comunicazione, per conquistare i consumatori 4.0. Quali le scommesse e le insidie? Ne hanno parlato stamattina Francesca Lusini (Peuterey), Salvatore Nanni (Bmw Italia), Gianluca Colonna (Rosenthal), Riccardo Stefanelli (Brunello Cucinelli), Massimo Carraro (Morellato) e Matteo Marzotto (Dondup).

 

Moderati dal ceo e direttore di Fashion, Marc Sondermann, i partecipanti al primo panel del "Digital Influencer Day" di oggi (4 aprile) a Palazzo Mezzanotte, organizzato dal nostro giornale e dalla Camera di Commercio Italo-Tedesca, hanno condiviso il loro approccio al digitale e le strategie messe a punto dalle relative aziende per relazionarsi con una clientela sempre più web e social-addicted.

 

In un video-messaggio Matteo Marzotto, chairman e vice presidente esecutivo di Dondup, ha dato subito il taglio all'incontro, sottolineando la necessità di trovare un punto di equilibrio fra la tendenza massiva, da parte dei marchi, a essere sempre connessi con il consumatore e la necessità di «comunicare con classe i valori del brand, senza occupare ogni pertugio e sgomitare per ottenere attenzione».

 

Un invito a un «utilizzo garbato» della tecnologia che è venuto anche da Riccardo Stefanelli, co-ceo di Brunello Cucinelli, luxury brand ambasciatore della slow fashion e della sapienza artigianale made in Italy: «Investiamo sul digitale, perché questo rappresenta il "contemporaneo", ma vogliamo rimanere in linea con la nostra tradizione, con un focus particolare non tanto sui consumatori, termine che non ci piace perché rimanda a un'idea di consumo, quanto sui nostri clienti. Al centro del nostro business restano le relazioni umane, che crediamo vadano coltivate all'interno e all'esterno dell'azienda».

 

Heritage e innovazione: questi i due poli in cui si sta muovendo anche Bmw, che sta cercando di «combinare il know how di 100 anni di storia all'insegna della qualità e un approccio da start up, capace di rispondere velocemente al mercato», ha detto Salvatore Nanni, direttore marketing di Bmw Italia. «La nostra offerta - ha precisato Nanni - punta sul mix di prodotto e servizio, in versione sempre più customizzata, per auto che non fungono solo da mezzo di trasporto ma accompagnano e supportano, con la loro tecnologia interattiva, chi sta alla guida, garantendo un collegamento continuo con l'esterno e un'esperienza top».

 

«Siamo convinti - ha aggiunto Francesca Lusini, presidente di Peuterey - dell'importanza di pensare digitale, perché è proprio il digitale che aiuta a costruire la relazione con i clienti». «Stiamo introducendo in azienda nuove skill e competenze e avviando diversi progetti che ci danno molte soddisfazioni, tra cui la capsule collection see-now-buy-now in tandem con Vespa: un'iniziativa creata e prodotta da The Blonde Salad, media partner ufficiale del progetto, che ci ha già permesso di raggiungere 12 milioni di reach».

 

A credere nel grande potenziale dell'online è Massimo Carraro di Morellato, che ha parlato del 2016 come di «punto di rottura culturale per l'azienda», per la prima volta protagonista attraverso una campagna (con Michelle Hunziker come testimonial e Paola Turani come digital influencer) nata su Instagram e poi via via cresciuta sugli altri social e solo in un secondo tempo migrata sui media tradizionali: «Siamo di fronte a un cambiamento epocale - ha ribadito -. Se essere sul digitale è fondamentale, la sfida ora è quella dell'integrazione della comunicazione, mantenendosi coerenti con i valori di marca».

 

E per una realtà che non vive sulla tecnologia, «un'azienda dell'old economy» quale Rosenthal, come l'ha definita il ceo Gianluca Colonna, quali sono le scommesse social? «La nostra è più che altro una sfida sociale, in un momento in cui il food ha guadagnato grande visibilità - ha rimarcato -. Ossia far capire ai Millennials, anche attraverso i social, il valore aggiunto dei nostri prodotti di alta qualità. Senza bombardarli di messaggi, ma tramite una comunicazione di classe, come le porcellane Rosenthal».

 

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