Decoded Fashion

Marenzi sulla moda sostenibile: «Al top in Italia, forse una bufala su scala globale»

Innovazione di prodotto e di processo, sostenibilità e comunicazione corretta di questi concetti al mercato: solo così la moda made in Italy potrà mantenere la sua filiera completa. Ne è convinto Claudio Marenzi, intervenuto inmattinata a Decoded Fashion 2017.

 

All'evento milanese, che vuole connettere gli addetti ai lavori di moda, beauty e retail con le aziende delle nuove tecnologie - l'mprenditore a capo del marchio Herno, nonché presidente di Pitti Immagine ed ex presidente di Smi - ha indicato i temi di punta che riguardano il fashion made in Italy.

 

Intervistato da Marc Sondermann, direttore di Fashion, Marenzi ha spiegato che ciò che sta più a cuore al settore è fare lobby a livello europeo, per far sì che vi sia reciprocità negli scambi con l'estero.

 

«I Paesi non europei - ha spiegato - hanno un accesso facile al nostro mercato, mentre ciò non accade per noi quando approcciamo i mercati extra-europei».

 

Dopo il fallimento dei negoziati per il trattato Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership), «sogno che ci si accordi con gli Stati Uniti e l'Asia per arrivare a una situazione di zero dazi, così la competizione sarà equa».

 

Altro argomento caldo è la sostenibilità. «Il nostro sistema industriale - ha precisato Marenzi - è il più virtuoso al mondo nella moda, anche perché abbiamo leggi molto stringenti da rispettare, ma ciò non è sufficientemente comunicato a un consumatore finale che sembra appassionarsi sempre più a questa tematica».

 

Si tratta di un'opportunità che la moda dovrebbe tenere maggiormente in considerazione: «Attenzione però a non usare i concetti della sostenibilità per mere operazioni di marketing, che possono falsare le aspettative del consumatore».

 

Marenzi ha anche ricordato il risultato di una ricerca di cui si è discusso di recente a Rio de Janeiro, nel corso di una conferenza sul fashion mondiale: «Un'analisi a 10 anni mostra che le aziende stanno tagliando il più possibile i costi industriali e stanno spendendo sempre di più in marketing, comunicazione e retail: viene quasi da pensare che la sostenibilità sia una bufala».

 

La sostenibilità è un costo in carico soprattutto alle aziende a monte della filiera e se il consumatore trova un prodotto che si dichiara sostenibile a prezzi democratici deve farsi delle domande.

 

Per azzerare i confini fra "storytelling" e "storydoing" la ricetta di Marenzi è: «Rimboccarsi le maniche e non avere alibi». Puntare sulla qualità resta, a suo parere, la strategia vincente, quella che fa crescere l'export di moda italiana «il triplo del nostro Pil».

 

Per continuare a essere leader sul mercato premium bisogna unire l'innovazione di prodotto e di processo alla sostenibilità e far in modo che il mercato lo percepisca. Solo così, secondo il presidente di Herno, riusciremo a mantenere intatta la filiera.

 

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