Digital Fashion Day/4

Dal web agli atelier: i piani futuri di Lanieri

Per chi segue da vicino le start up ad alto tasso innovativo, il nome Lanieri suona ormai familiare e sinonimo di sartoria made in Italy real-time. Ma al Digital Fashion Day Simone Maggi che con Riccardo Schiavotto ha dato vita all'e-commerce italiano dedicato all'abito su misura ha annunciato l'apertura di nuovi atelier fisici: «Dopo i quattro punti vendita inaugurati, presto arriveranno anche quelli di Monaco, Parigi e altre città europee».

 

Lanieri nasce come una web company pura, ma la tecnologia del made to measure 3.0, incentrato su di un servizio impeccabile fatto di tutorial sartoriali che guidano alla scelta dell'abito e che culmina con la consegna gratuita in quattro settimane di capi dal fit perfetto, non basta più.

 

 «Ci siamo resi conto - racconta Maggi dal palco del convegno organizzato da fashion - che innovare l’esperienza di acquisto online, rendendola sempre più reale, era il passo obbligatorio per fidelizzare i clienti, specie all'estero. Il 50% dei nostri clienti ripete l'acquisto dopo 12 mesi, ma si può migliorare ulteriormente».

 

L'azienda, che nel 2015 ha visto i ricavi crescere del 150%, intende rafforzare infatti il proprio ruolo su scala globale. «I nostri competitor sono americani e forti in patria, noi invece vorremmo costruirci una leadership in Europa. Già una fetta importante dei nostri acquisti sono completati all'estero, dove la sartoria italiana è molto apprezzata».

 

«Oggi siamo l’unico player in grado di offrire il meglio della sartoria made in Italy online e grazie all’introduzione del nuovo configuratore 3D, l’esperienza di acquisto sarà sempre più simile a quella in store. Per ora è attivo sulla camicia, ma da settembre lo sarà anche sull'abito».

 

Nella foto, Simone Maggi intervistato da Marc Sondermann sul palco del Digital Fashion Day

 

 

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