Digital Influencer Day

Commerce 4.0: «La legge conta quanto l'influencer marketing»

Far decollare il business del commerce 4.0, esplorando le continue novità tecniche offerte dal mercato e preparando l’upgrade della propria azienda, lavorando su aspetti come l'influencer marketing, ma senza mettere in secondo piano la legge. I prossimi saranno anni decisivi per le realtà della moda (e non solo) convinte che social, mobile e analytics saranno le frecce al loro arco.

 

Di questo e molto altro si è parlato durante una tavola rotonda dal titolo Commerce 4.0 durante il Digital Influencer Day di ieri. Una riflessione a più voci sul tema del business digitale, che ha visto confrontarsi profili molto diversi tra loro: dal presidente di Tas Group, Dario Pardi, che si occupa di soluzioni software per la monetica, al country manager Italia di Lufthansa, Steffen Weinstok, dal chief digital officier di Missoni Carlo Torrani, al fondatore di The Blonde Salad Riccardo Pozzoli, per finire con l'avvocato Paolo Peroni dello studio Rödl & Partner e con il Digital Communication Manager di Woolrich, Alessandro Pacetti.

 

Ogni speaker è partito da un presupposto ormai ben chiaro a tutti, ovvero «ogni business è un digital business». «La digitalizzazione ha trasformato le logiche di tutti i settori: ormai a vincere non sono i grandi sui piccoli, ma i veloci sui lenti. Per il settore dei pagamenti, poi, si profila una vera rivoluzione: tra cinque anni sono certo che ci saranno meno cash e più bitcoin e forse diventerà realtà anche la carta di credito sottopelle» ha affermato Pardi.

 

Essere veloci per Alessandro Pacetti di Woolrich vuol dire non avere difficoltà ad ammettere che una campagna "digital" buca di più di una tradizionale quando si tratta di connettere clienti, incrementare la brand awareness e la reputazione di un’azienda.

 

«I contenuti creati dagli influencer - ha raccontato Pacetti sul palco allestito a Palazzo Mezzanotte - possono avere un engagement tre volte superiore a quello generato da una tradizionale adv. L'impatto c'è ed è forte anche sul fronte delle vendite finali, benché questo non sia quantificabile».

 

La trasformazione digitale non è più un'opzione ma un obbligo per Lufthansa. «Anche perché la richiesta arriva molto forte dal cliente, che ha esigenze molto precise, come quella di essere sempre connesso, anche a bordo» ha commentato Weinstok, spiegando che i voli Lufthansa offrono ai passeggeri la possibilità di navigare in Internet, guardare video in streaming, utilizzare i social media e molto altro. «Del resto - ha precisato - l'unico device che interessa al pubblico è il proprio».

 

L'innovazione tecnologica e la digitalizzazione hanno un notevole impatto anche su mestieri "old economy", come quello dell'avvocato. Aspetti tecnici quali la crescita della moneta digitale, e culturali - vedi la proliferazione della comunicazione pubblicitaria via social - sono temi entrati prepotentemente a far parte del vocabolario corrente dei professionisti della legge.

 

Lo ha confermato sul palco Paolo Peroni di Rödl & Partner, che ha messo in guardia al pubblico del Digital Influecner Day su alcuni problemi, come quelli legati alla pubblicità occulta sui social.

 

Perché se è vero quello che sostiene Mark Zuckerberg («Siamo una media company, Facebook è un giornale»), allora «Quelli che sembrano selfie, sono invece veri e propri messaggi pubblicitari. E questo non tutela il diritto del consumatore», ha sottolineato l'avvocato, che ha ricordato come se in Italia c'è ancora un vuoto normativo, «negli Stati Uniti le regole ci sono e le ha dettate la Federal Trade Commission».

 

 

In Italia i social network non sono ancora considerati degli editori. «Ma le cose devono cambiare - ha assicurato Riccardo Pozzoli, cofondatore di The Blonde Salad insieme a Chiara Ferragni -. Intorno a progetti come il nostro c'è una precisa strategia di storytelling. I contenuti che pubblichiamo sono tutti esclusivi e cercano di portare avanti un punto di vista unico. Solo così, anche senza essere un colosso, si può diventare un riferimento per un target o una generazione».

 

Il vero impegno per il futuro di The Blonde Salad è quello di farsi trovare pronta per il tanto atteso cambiamento nell’e-commerce, la possibilità di acquistare direttamente su Instagram.

 

Per Pozzoli è ormai solo questione di tempo prima che la piattaforma si apra al mondo e alle aziende: «Ci vorrà un anno. Forse meno. Instagram si aprirà all’e-commerce e se si potrà iniziare a fare acquisti direttamente dai post, sarà una vera rivoluzione rispetto al modello esistente».

 

A portare la sua testimonianza durante la tavola rotonda del "fare" e del "progettare" c'era anche Carlo Torrani di Missoni che nel suo discorso ha rappresentato un futuro dove il digital sarà sempre più centrale per la moda. «In futuro - ha detto il chief digital officiar dell'azienda di Sumirago - tutte le aziende di moda (e non solo) diventeranno delle mobile company, anche perché a breve tutti i prodotti che compariranno su di una piattaforma social saranno "shoppabili"».



Per questo secondo il manager, i profili professionali su cui brand e le maison dovranno investire non devono avere un know how fashion, ma piuttosto essere esperti di Big data. «Che una volta in azienda potranno anche appassionarsi alla moda», conclude Torrani.

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