Digital Influencer Day

Parlano gli influencer: «Rispettiamo i follower, la coerenza premia»

I contenuti sui social media, i post commerciali, il futuro dell'influencer marketing e la febbre dei like. Di questo e altro si è discusso nel corso dell'incontro con Silvia Raffaele, Alex Belli, Gianmarco Valenza, Rama Lila e Daniele Roselli: cinque influencer intervenuti ieri, 4 aprile, al Digital Influcer Day. Moderatore Domenico Gravagno, fondatore di Ida Agency, specializzata in influencer marketing.

 

Come ha sottolineato Gravagno, si tratta di cinque profili diversi tra loro, ognuno con una specializzazione e un aspetto particolare. Silvia Raffaele, ribattezzata Silvietta Raffa dai suoi 850mila follower su Instagram, proviene dal mondo della televisione: «Ho iniziato per gioco, postando foto e piano piano mi sono costruita una buona base di seguaci». Alex Belli (290mila follower) è partito dalla Tv, poi approdato ai social per condividere la sua vita e le sue esperienze sul set. «Ora ho un pubblico che mi segue e una società di produzione che realizza foto di moda».

 

Gianmarco Valenza (495mila seguaci), ha anche lui un background televisivo. La sua scommessa sono stati gli streaming web su Facebook, Instagram, Periscope e Twitter: «Un modo per creare uno spin off televisivo, interagendo con gli utenti anche diverse ore, che mi ha dato visibilità sui social e successivamente anche in televisione».

 

Rama Lila (quasi 640mila follower) è specializzata in fashion e beauty e ha creato anche una sua linea di beachwear. Daniele Roselli è invece il cofondatore di calciatoribrutti.com: «Nati per gioco, oggi siamo la principale community calcistica in Italia. Ci apprezzano perché abbiamo scelto un linguaggio "da spogliatoio", fuori dalle convenzioni».

 

Quali secondo i cinque influencer i contenuti che "bucano" sui social? Come ha sottolineato Alex Belli, «attraverso queste piattaforme la gente ha voglia di vivere la vita reale. E mentre lo spot può essere costruito e cesellato, il video non è filtrato. I miei sono degli spezzoni che realizzo per condividere un determinato momento». Per Rama Lila l'importante è capire il tipo di brand. Se si tratta di beauty va bene il video «ma un prodotto fashion meglio le foto».

 

Alla voce contenuti commerciali, Silvia Raffaele ha spiegato: «Dipende da come si sponsorizza il prodotto e dal tipo di linguaggio che si usa, che deve essere semplice e immediato per avvicinarsi alla quotidianità delle persone». «Le "marchette" non vanno più - è intervenuto Valenza -. Bisogna sapere chi si ha di fronte e inserire il brand all'interno di un contesto idoneo». Fondamentale, in ogni caso, è non tradire la fiducia dei follower, come ha sottolineato Alex Belli: «Abbiamo la responsabilità di rispettare il nostro pubblico».

 

Quindi quali i criteri di scelta? «In primo luogo occorre essere coerenti con se stessi», è il principio di Gianmarco Valenza. Va oltre Daniele Roselli: «Noi abbiamo creato un format per fare in modo che sia il brand a venire da noi e non noi ad andare dal brand. Spetta a noi il compito di dire sì o no».

 

Intanto ci si interroga sul futuro dell'influencer marketing. Stories, dirette e video sono fondamentali per Silvia Raffaele, perché permettono di interagire con il pubblico. Alex Belli anche in questo caso ha parlato di coerenza: «Più condividi la vera vita e più ci sono interazione e familiarità». Ma, ha avvertito, «alla fine arriveremo alla saturazione, quando la cosa più bella sarà non esserci, come sta facendo Justin Bieber ultimamente».

 

Per Roselli il futuro sarà semplicemente avere qualcosa da dire, mentre Gianmarco Valenza ha sottolineato l'importanza delle dirette streaming, «un contenitore per esprimere con contenuti originali qualcosa che viva sia sul web, sia in tv. Si veda l'esempio di Fiorello, partito con Edicola Fiore sul web, poi approdato in televisione con lo stesso linguaggio».

 

Nella foto, da sinistra, Silvia Raffaele, Alex Belli, Gianmarco Valenza, Rama Lila e Daniele Roselli.

 

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