Fashion week

A Milano va in scena il calendario della discordia

Aria tesa alla vigilia delle sfilate milanesi al via mercoledì. Lo schedule delle passerelle  infatti divide gli stilisti: Giorgio Armani ha deciso di anticipare il suo show, lasciando solo nell'ultimo giorno in calendario Roberto Cavalli, che dal suo blog si è messo a dare battaglia al collega stilista definendolo "reuccio" e accusandolo di prepotenza. Lo stilista toscano se la prende anche con la Camera Nazionale della Moda Italiana. Intanto nel calendario della discordia ricompare il nome di Jil Sander, che doveva sfilare off.

 

Alla base dello sfogo di Cavalli c'è il timore che i buyer internazionali presenti a Milano abbandonino la fashion week in anticipo, vista la debolezza della programmazione delle ultime due giornate. Un timore ingiustificato secondo Mario Boselli, presidente della Cnmi. Sta di fatto che su 71 show previsti a Milano Moda Donna, ben 60 sono concentrati nelle prime cinque giornate. Un affollamento che fa temere che si ritorni indietro al 2009, quando le giornate forti si erano ridotte a un weekend, a causa della decisione dei grandi marchi di posizionarsi nelle date che garantivano la presenza della stampa americana e in particolare del direttore di Vogue America Anna Wintour.

 

Quanto all'edizione al via, il calendario sarà lungo "solo" sei giorni e mezzo con la promessa, però, di risalire a quota sette tra sei mesi: "Dobbiamo ritornare a sette giorni pieni - ha dichiarato il presidente -. Ci stiamo lavorando e ci teniamo a raggiungere questo risultato". Intanto la Cnmi ha trovato un accordo con una maison importante come Jil Sander che, non avendo trovato un orario ideale, aveva deciso di sfilare off. Per assicurarsi la presenza in calendario della stilista, che da questa stagione è tornata alla guida creativa del marchio da lei fondato, Cnmi ha acconsentito all'inserimento di due show alla stessa ora (sabato alle ore 15, in concomitanza con Cividini). Novità anche per Versus, che ha avuto il via libera per organizzare il suo défilé alle ore 22, orario tradizionalmente non previsto in calendario.

 

Quest’anno ad aprire la kermesse è 1a Classe-Alviero Martini Collection (che ha appena perso il suo a.d. Antonella Memo), anche se la griffe più attesa della prima giornata è Gucci, a cui faranno seguito Alberta Ferretti e John Richmond. La chiusura della manifestazione è affidata alla giovane designer Basharatyan V martedì mattina. In mezzo un programma che prevede défilé dalle 9 del mattino a dopo le 20. Max Mara, Ermanno Scervino e Prada saranno in passerella il 20,  così come Ports 1961, che da questa stagione debutta a Milano con il womenswear. Les Copains, Iceberg, Blumarine, Versace e Versus saranno le vedette del venerdì. Il sabato 22, invece, sono attesi Bottega Veneta, Pucci e Fendi. Marni, Dolce &Gabbana, Missoni, Trussardi e Giorgio Armani sono di scena in un super Sunday della moda. Il penultimo giorno sfilano Dsquared2, Gianfranco Ferré e l'"indignato" Roberto Cavalli. L'ultima giornata resta dominata dai nuovi talenti.

 

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