Festival di Hyères

Ackermann ai giovani: «Non mollate i vostri sogni». E Villa Noailles lo "candida" per Lanvin

Durante tutta la durata del Festival di Hyères il nome di Haider Ackermann era sulla bocca di tutti. Il motivo non era legato al suo ruolo di presidente della giuria moda della manifestazione, ma al suo futuro lavorativo, dopo il divorzio da Berluti. Tra le stanze e i giardini di Villa Noailles (dove si volge la kermesse) il rumor più insistente è quello di un imminente incarico chez Lanvin.

 

Ovviamente il designer di origine colombiane si è guardato bene dal commentare le indiscrezioni che lo vorrebbe in pole position per prendere il posto di Oliver Lapidus alla guida dell'ufficio stile della maison parigina, appena acquisita dal gruppo cinese Fosun. A Villa Noailles, Ackermann si è sempre mostrato agli ospiti sorridente e al fianco dell'amica, nonché giurata, Tilda Swinton.

 

Concentrato sul suo ruolo di presidente di giuria, disponibile con tutti gli ospiti della manifestazione Ackermann è stato molto schivo nei confronti della stampa, limitando le sue dichiarazioni a Hyères, al rapporto con Swinton e, soprattutto, ai giovani e il loro futuro nella moda.

 

«Tilda - ha dichiarato il designer 47enne a Libération - contrariamente a quanto si dice spesso, non è la mia musa: lei è mia sorella, è parte della mia famiglia». Per Ackermann Hyères è un ruolo familiare: «Ho trascorso molto tempo qui quando ero piccolo con mia madre - ha detto - e mi è sempre piaciuta Villa Noailles, in particolare i suoi piccoli giardini».

 

In linea con il suo ruolo istituzionale che premia il lavoro di giovani designer, Ackermann si preoccupa di incoraggiare non solo i 10 finalisti del Festival, ma chiunque voglia intraprendere la carriera di stilista.

 

«Oggi è la parola pragmatismo il nuovo mantra, l'immaginazione purtroppo è passata in secondo piano - ha affermato -. Voglio approfittare di questa esperienza a Hyères per dire ai giovani di non mollare i propri sogni. E di raccontare la loro storia, non importa se ci sono errori. Gli errori sono molto interessanti».

 

 

 

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