Formazione

Classifica delle scuole di moda di BoF: Parsons non ci sta

Si accende la polemica fra una delle più note scuole americane di moda - Parsons di New York - e la rivista online con base a Londra Business of Fashion-BoF, che da tre anni dà i voti agli istituti di fashion design nel suo Global Fashion School Rankings.

 

Lo scontro nasce non per i corsi "undergraduate" di Parsons (fashion design e fashion marketing), che nella classifica 2017 di BoF risultano al secondo posto, ma per i master, in particolare per il Parsons MFA Fashion Design & Society, definito dalla scuola stessa come un programma graduate innovativo nel panorama formativo statunitense, per il suo approccio alla moda interdisciplinare e internazionale. Fondato nell'agosto 2010, prevede un piano di studi biennale ed è molto selettivo: di solito viene ammesso il 10% dei candidati.   

 

Parsons MFA nella lista di BoF è all'ottavo posto e, come si legge sul web, a questo voto il suo direttore Shelley Fox (nella foto) non ci sta e decide di non partecipare più al Global Fashion School Rankings.

 

In primis Shelley Fox mette in discussione il criterio di valutazione, basato soprattuto sul tasso di occupazione dei laureati, mentre non si terrebbe conto dei dati reali, dei diversi programmi, del contesto geografico in cui una scuola opera, dell'etica e della responsabilità ambientale.

 

Ma ci sarebbe dell'altro: un conflitto di interessi. Un anno dopo la creazione della classifica BoF avrebbe lanciato i propri corsi di formazione, potenzialmente beneficiando delle informazioni apprese dalle scuole e mettendosi in concorrenza con loro.

 

Parsons sta tentando di coinvolgere altri nella critica alla classifica e sembra ci stia riuscendo. Jennifer Minniti del dipartimento moda del Pratt Institute, sempre di New York, ha manifestato la propria solidarietà con Parsons e a sua volta ha deciso di non partecipare alla compilazione della lista annuale.

 

stats