Formazione

Marangoni inaugura a Firenze, poi nuove sedi in Cina, Usa e India

L'Istituto Marangoni - la maggiore scuola di moda al mondo per fatturato - inaugura una sede a Firenze con un nuovo format focalizzato sul mix tra fashion e arte.

 

Aperta ufficialmente ieri 28 settembre, la nuova School of Fashion & Art diretta da Fabio Siddu si trova in via de’ Tornabuoni 17: oltre 2.900 metri quadri, tra gli edifici storici dei Giacomini e degli Strozzi, ristrutturati nel rispetto passato ma allestiti con un approccio contemporaneo.

 

«I corsi cominciano il 5 ottobre, con 140 iscritti di 28 nazionalità diverse - spiega Roberto Riccio, group managing director di Marangoni -. Si tratta della settima sede per l'istituto, che ha all'attivo 4mila studenti ed è il maggiore al mondo nella moda per ricavi: nel 2016 saranno raggiunti i 60 milioni di euro, +8% sul 2015».

 

Nelle stime, la scuola fiorentina accoglierà entro tre anni oltre 600 studenti, con un’offerta didattica diversificata, articolata in programmi preparatori, triennali, annuali, master e corsi brevi.

 

Previste non solo materie tradizionali ma anche altre, strettamente connesse alle eccellenze del territorio fiorentino, come il corso di shoe design intensive o lo short-course in accessories design.

 

Previsti pure itinerari didattici nell'ambito dell’arte, come i programmi master di arts management e curatorial management, o i programmi triennali in art, history & culture o in multimedia art.

 

Come ambassador della nuova sede è stato scelto Simon Ma, considerato uno dei maggiori interpreti della nuova arte cinese e attivamente coinvolto nel dipartimento accademico, relativamente ai programmi dedicati all’arte e alle lecture durante i corsi annuali.

 

Ma i progetti di Marangoni non si fermano qui. «Dopo Milano, Parigi, Londra e Shanghai - anticipa Riccio - il 18 ottobre inaugureremo a Shenzhen. Nel 2017 saremo presenti a Miami, nel design district e a Mumbai, dove siamo presenti da una decina d'anni con un ufficio». Un altro obiettivo meno imminente è raggiungere Dubai, probabilmente nel distretto locale del design.

 

L'istituto si espande in un momento di grandi cambiamenti nella moda: dal see now buy now, alle sfilate uniche (se non alla totale abolizione del format sfilata), fino alle influenze delle tecnologie digitali.

 

«Noi - commenta Riccio - prepariamo i nostri studenti a tutte le sfaccettature di questo mondo in evoluzione. Personalmente sono favorevole alla sfilata unica, perché dà modo a un marchio di mostrare le sue dimensioni, facendo percepire in toto il proprio dna. Il discorso del see now buy now è più complesso, non alla portata di tutti e ancora da testare. Da noi viene esplorato nel corso di production management. Per quanto riguarda il digital, credo che non si possa più vivere senza. Non a caso è presente in tutti i nostri corsi, in tutte le sue declinazioni».

 

Ma a oggi quali sono le professioni del fashion più richieste? Risponde Riccio: «Vedo in ascesa i ruoli di illustratore, esperto di merchandising online e product manager».

 

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