Formazione

Parte la seconda edizione di Milano Moda Graduate

Due giorni di sfilate e static show, 14 scuole italiane di moda coinvolte (che realizzano un giro d'affari di 300 milioni di euro), 200 designer sotto i riflettori con circa 800 outfit. Questi i numeri della seconda edizione di Milano Moda Graduate, che parte oggi (28 giugno) al Base di Milano.

 

L'evento - promosso da Camera Nazionale della Moda Italiana (Cnmi) e dalla Piattaforma Sistema Formativo Moda, con il supporto di Regione Lombardia - è partito questa mattina nello spazio di via Bergognone 34 con la presentazione di Alberto Bonisoli, presidente della Piattaforma Sistema Formativo Moda.

 

In calendario nella giornata odierna le sfilate degli studenti della scuola Harim Accademia Euromediterranea di Catania e delle milanesi Ied Moda, Naba Nuova Accademia di Belle Arti, Istituto Secoli e Marangoni.

 

Domani invece salgono in passerella i giovani talenti di Accademia della Moda (Napoli), Istituto Modartech (Pontedera, Pisa), Afol Moda, Accademia di Brera, Istituto di Moda Burgo e Domus Academy, tutte e quattro di Milano.

 

Tra le novità di questa edizione c'è la partnership con Assocalzaturifici, che ha portato a Milano Moda Graduate la scuola Cercal e il Politecnico Calzaturiero.

 

Insieme ad altre scuole, saranno presenti nello spazio del Base dedicato alle presentazioni statiche: 500 metri quadrati curati dal Politecnico di Milano (nella foto).

 

La due giorni è scandita, tra una sfilata e l'altra (12 in totale, che si possono seguire in streaming video live e offline su www.milanomodagraduate.it), da momenti di discussione con interventi di personalità di spicco come Natalia Aspesi, Beppe Modenese, Damir Doma e J.J. Martin.

 

Domani 19 giugno, in serata, gran show finale con premiazione del contest di Camera Moda e Lineapelle (in giuria 17 membri di alto profilo, una su tutti Caroline Rush, al vertice del British Fashion Council, che ha ispirato il Milano Mada Graduate) e closing party.

 

«Il nostro obiettivo - ha spiegato Bonisoli - è raccontare cosa fanno le scuole di moda, ognuna con il proprio diverso linguaggio, stile, approccio».

 

«Tanti uffici stile vengono qui a conoscere i giovani e gli incontri si trasformano in opportunità di lavoro - ha detto all'apertura dell'evento Carlo Capasa, presidente della Cnmi -. Inizia così un percorso che può continuare nel tempo, con sbocchi non solo nel design, ma anche in altri ambiti della moda, altrettanto importanti».

 

«La moda cerca i giovani - ha sottolineato Capasa - e non guarda all'origine, al sesso o alla religione: semplicemente, devono essere bravi».

 

«Oggi le norme prevedono che l'integrazione scuola-lavoro diventi la normalità. Nel fashion invece è iniziata tanto tempo fa», ha ricordato Mauro Parolini, assessore allo Svilupo Economico della Regione Lombardia. «Il made in Italy - ha specificato - non è retorica ma valore: probabilmente costituisce l'essenza del nostro futuro. Ma c'è bisogno di una maggiore apertura e una maggiore consapevolezza di ciò che siamo. Moda e design, creatività e saper fare sono un qualcosa che gli altri non hanno».

 

Cristina Tajani, appena riconfermata assessore al Lavoro, Sviluppo economico e Commercio con delega a Moda e Design nella giunta Sala, ha dichiarato che il Comune di Milano intende riprendere il filo del discorso con Cnmi.

 

Soprattutto per quanto riguarda il progetto di realizzare un incubatore della moda e sostenere tutte le professioni in questo ambito. «Oltre al designer - ha concluso - ci sono altre professioni nella filiera dove l'offerta non riesce a soddisfare la domanda. Nei prossimi cinque anni lavoreremo a un progetto di fashion incubator, con attori pubblici e privati».

 

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