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Apple: emorragia di iPhone (-10 milioni). E l'Apple Watch gioca nuove carte

Prima battuta d'arresto in 13 anni per Apple: nel gennaio-marzo 2016 il colosso di Cupertino ha registrato un calo sia dei ricavi, scesi da 58 a 50,5 miliardi di dollari, sia dell'utile netto, passato da 13,6 a 10,5 miliardi. A tradire le aspettative soprattutto l'iPhone: ne sono stati venduti 51,2 milioni, quasi 10 milioni in meno rispetto allo stesso periodo di un anno fa. A questo punto occorre far leva sui nuovi prodotti, in primis l'Apple Watch.

 

Commentando i dati, il numero uno della Mela, Tim Cook, ha parlato di un «ottimo lavoro del nostro team, nonostante i forti venti contrari dal punto di vista macroeconomico» e ha sottolineato come la voce "servizi" sia aumentata del 20%. Il gruppo ha tra l'altro deciso di premiare gli azionisti, alzando il dividendo trimestrale del 10% e incrementando il piano di acquisto di azioni proprie.

 

L'azienda deve fare i conti con una concorrenza sempre più spietata: soprattutto dall'Asia arrivano smartphone estremamente competitivi dal punto di vista di prestazioni, prezzo e immagine.

 

Anche l'iPad, seppure in misura minore, ha perso smalto: nel periodo considerato ne sono stati acquistati due milioni in meno, il che equivale a una perdita di un miliardo di fatturato.

 

Una priorità per Cook e i suoi è far decollare gli "altri prodotti", e in particolare la sua "creatura", l'Apple Watch: a un anno dal lancio, pare ne siano stati venduti 12 milioni di pezzi, con un prezzo medio di 500 dollari e con un introito di circa 6 miliardi di dollari per la società. Anche la moda si è interessata al fenomeno: Hermès ha interpretato l'Apple Watch con un doppio cinturino in pelle handmade e un quadrante personalizzato.

 

Non male, anche paragonando queste cifre con quelle relative ai segnatempo tradizionali, ma i consumatori chiedono più performance e non solo cinturini inediti, come quelli presentati a fine marzo: a Cupertino si sta lavorando a una nuova versione di questo "orologio del futuro", per lanciare un modello in grado di collegarsi direttamente con la rete cellulare, rendendosi indipendente dall'iPhone.

 

Si tratterebbe di un vero salto di qualità, che sarebbe auspicabile si accompagnasse ad altre modifiche, legate per esempio a una velocizzazione del processore, all'allungamento della durata della batteria e a una riflessione sulle applicazioni davvero utili.

 

La sensazione è che non solo per la Apple, ma anche per i competitor, il mercato dei wearable device sia solo agli albori e che ci si debba impegnare ancora parecchio prima di ottenere risultati consistenti e duraturi.

 

Per saperne di più occorrerà aspettare qualche settimana: dal 13 al 17 giugno è in programma la Worldwide Developers Conference di San Francisco, durante la quale Apple annuncerà nuovi sviluppi e aggiornamenti, forse anche relativi all'Apple Watch.

 

 

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