Inaugurazione di Pitti Uomo 93

Calenda: «I soldi ci sono». E per Marenzi l'uomo è Milano+Firenze

Dal ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda - che nella rinnovata sede della Camera di Commercio a Firenze, ha aperto la 93esima edizione di Pitti Uomo - la spinta al sistema moda a continuare reinventarsi, affrontando i mercati che cambiano sempre più rapidamente, e a farlo con l’aiuto del Governo.

 

«I soldi ci sono - ha detto Calenda - e il piano di finanziamento per il Made in Italy nel prossimo triennio è stato approvato. Il punto è cosa vogliamo farci».

 

Il piano per il Made in Italy prevede un investimento di circa 200 milioni di euro e ha come focus l’attività di internazionalizzazione e il sostegno alle fiere di riferimento. «Investiamo i soldi a disposizione - ha sottolineato il ministro - solo sugli appuntamenti fieristici ai vertici delle classifiche mondiali. Lo facciamo da quattro anni: Pitti è stato il primo, sembra funzionare bene, gli operatori sono contenti e quindi è giusto continuare».

 

Ma è nella seconda parte dell’intervento che Calenda ha strappato gli applausi più sentiti dalla platea di imprenditori presenti: «I buoni risultati conseguiti dal sistema moda italiano, che si credeva sconfitto e invece rinasce, rappresentano una metafora vincente per tutta l’Italia».

 

«Si tratta di un settore che più di tutti ha preso in faccia la globalizzazione non governata - ha proseguito - e che pur trascurato dalla politica, ha saputo rimettere insieme i pezzi e ritrovare una strategia di sistema capace di invertire la tendenza. Questo non garantisce il futuro di un’azienda, però assicura che le premesse per andare avanti ci siano tutte. Da qui può venire un messaggio importante non solo per l’economia ma anche per l’etica del nostro Paese».

 

Alla cerimonia d’inaugurazione di Pitti Uomo sono intervenuti anche il presidente della Camera di Commercio Leonardo Bassilichi, il sindaco Dario Nardella, il presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana Andrea Cavicchi, il presidente Pitti Immagine e Confindustria Moda Claudio Marenzi e l’assessore regionale Stefano Ciuoffo (nella foto di Nonamephoto Studio).

 

Nel suo intervento Marenzi, oltre a commentare la congiuntura macroeconomica, si è concentrato sulle trasformazioni del sistema fieristico.

 

“Bisogna parlare di una settimana della moda maschile italiana - ha spiegato -  con Firenze e Milano che si completano: deve essere il modo in cui andiamo avanti a collaborare. Nei prossimi anni vivremo una rivoluzione, ma i due punti fermi per le settimane della moda saranno Parigi e l’Italia. Da noi per la donna c'è Milano, ma per l’uomo ci sono due centri che lavorano insieme. I veri competitor sono fuori dall’Italia».

 

In questo quadro, secondo Marenzi, Pitti Uomo deve assecondare il cambiamento. «Il sistema moda evolve. Molto è dovuto ai social e al digitale, che hanno reso protagonista il consumatore. C’è sempre più interazione fra i brand e i consumatori e questa situazione porterà ancora a grandi mutamenti».

 

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