Interviste

Marithé+François Girbaud: «Ripartiamo con i Mad Lane tour. Ora anche in Italia»

Milano è la prima tappa italiana dei Mad Lane tour, le vendite direct to consumer con cui il brand Marithé+François Girbaud torna in auge, dopo il rilancio nel 2015. «E adesso arrivano anche le vendite online» annuncia Marithé Bachellerie, la metà femminile del duo stilistico francese. Che conferma il ruolo strategico dei tessuti Sensitive Fabrics di Eurojersey all'interno della collezione.

 

Impossibile mettere le briglie alla creatività. E così, dopo la messa in liquidazione nel 2013, Marithé Bachellerie e François Girbaud, 50 anni di vita lavorativa e affettiva trascorsi insieme, hanno deciso di tornare all'attacco con la loro label. «Volevamo ripartire alla conquista dei mercati e così abbiamo riunito un collettivo di persone legate al marchio da anni che, come noi, volevano continuare a tenerlo vivo».

 

Nasce così nel 2015 la società Mad Lane, nome che rimanda alla madeleine di Proust, ossia all'idea di mantenere il ricordo di questo marchio nato nel 1967, che ha fatto la storia del denimwear e della moda informale italiana. Ma che evoca anche l'idea di "strada folle", ossia la scelta di proporre la collezione in modo alternativo, bypassando i negozi, tramite momenti di vendita privati della durata di quattro giorni in location temporary, ai quali ci si può iscrivere sul sito Internet del brand.

 

«Avevamo il database dei nostri clienti - spiega Marithé Bachellerie - e ci è stato facile ricontattarli. Siamo partiti da Parigi, per proseguire con Lione e altre città francesi. A seguire siamo approdati in Belgio e ora è la nostra prima volta in Italia, a Milano (l'indirizzo è corso Garibaldi 117, fino al 27 maggio, ndr), in attesa di debuttare in Germania a ottobre».

 

«Ma il progetto più importante ora - puntualizza - è il sito di e-commerce, che esordisce tra il 26 e il 27 giugno con la versione europea, per poi estendersi agli Stati Uniti».

 

Come tiene a sottolineare Marithé, si tratta di un progetto autofinanziato: «Vogliamo essere liberi di esprimerci come vogliamo, senza essere in alcun modo limitati, con una collezione seasonless divisa in diverse sezioni: c'è il mondo stretch, declinato in tutte le categorie, ci sono la maglieria l'outerwear e il jeans, caratterizzato dalla presenza di accoppiature, soluzioni bi-stretch urban style e trattamenti al laser e all'ozono, che conferiscono aspetti inediti».

 

E prosegue: «L'idea è mischiare e contaminare i materiali, dando vita a capi fortemente connotati dove spiccano tagli al vivo, trattamenti speciali, accoppiamenti di denim e stretch, nastrature. In poche parole, una proposta in cui forma, funzione e tessuti vanno a braccetto».

 

Una collezione di target medio-alto in cui il listino prezzi al consumatore raggiunge il top con l'impermeabile reversibile con membrana termoregolante, che costa circa 900 euro, e in cui i jeans hanno un costo medio di 250 euro.

 

Prodotta tra Italia (maglieria), Portogallo (outerwear e confezione) e Francia, la collezione si caratterizza per la presenza dei tessuti Sensitive Fabrics di Eurojersey, che Marithé e François hanno scoperto già nel 1989.

 

«Lavoriamo da anni con questi tessuti e dobbiamo essere grati a Eurojersey, che ha sostenuto la nostra creatività - spiega Marithé -. Sono materiali pratici, molti richiesti dai clienti, che aggiungono sempre qualcosa di nuovo. Inoltre sono sostenibili al 100%, si lavano a basse temperature, sono antipiega, assicurano una protezione solare +50. Insomma, sono la soluzione ideale per chi viaggia e vuole essere comodo. Basti pensare che le giacche si possono lavare in lavatrice!».

 

Musica per le orecchie di Andrea Crespi, direttore generale di Eurojersey: «Marithé e François Girbaud hanno saputo cogliere l'essenza del nostro prodotto, riassumibile in tre parole: bello, comodo e funzionale. Tessuti che utilizzano da tanto tempo per dare vita alle loro proposte, con cui hanno precorso il filone dell'athleisure più di 20 anni fa».

 

«I tessuti Sensitive Fabrics sono come il denim - conclude -. Nati come un monoprodotto, oggi identificano una proposta di ben 15 tessuti, modulabili a seconda delle necessità e abbinabili all'interno di uno stesso articolo. Ideali per proposte non influenzate dal concetto di stagionalità, permettono la realizzazione di capi seasonless, ideali per l'estate e l'inverno, in un contesto in cui cambia il modo di vestirsi, sempre più legato al concetto di mobilità».

 

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