L'UOMO A PARIGI

Le divagazioni poetiche di Thom Browne chiudono la fashion week

Con la sfilata di Thom Browne, di forte impatto scenico (nella foto), si è chiusa la fashion week maschile di Parigi. Uno show, quello di Browne, come sempre fuori dalle righe, dove al grigio di cappotti oversize e completi sartoriali dalle proporzioni riviste hanno fatto da contraltare pennellate di albicocca, giallo limone e bianco, nelle giacche piumate per enigmatici uomini-uccello.

 

La giornata di domenica 26 giugno, conclusa dalla performance di Browne, ha visto in passerella tra gli altri Lanvin, che ha festeggiato i 10 anni di Lucas Ossendrijver alla guida stilistica della collezione maschile della griffe: il suo uomo vive la vita urbana con nonchalance, indossando giubbotti di pelle su maglie a righe di taglio morbido, capispalla protettivi ma senza peso, comodi pantaloni a vita alta, alternanze di righe che creano nuove geometrie.

 

Tra i protagonisti della giornata di sabato 25 giugno Kenzo, che ha presentato uomo e donna insieme ispirandosi ai club newyorkesi degli anni Novanta, Dior Homme che ha riportato in auge la camicia smanicata, Balmain super raffinato e iper colorato, l'eleganza rilassata di Hermès e lo sportswear sofisticato di White Mountaineering.

 

Venerdì 24 hanno dominato la scena, tra gli altri, Maison Margiela e Givenchy by Riccardo Tisci: il primo ha introdotto in collezione alcune riedizioni di modelli del periodo 1999-2005, giocando su asimmetrie e volute imperfezioni; il secondo ha puntato su ragazzi che affrontano la vita a muso duro, con un debole per lo stile army, il camouflage e accessori come il borsello, non più simbolo della media borghesia ma del nuovo, graffiante stile metropolitano.

 

 

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