La settimana della moda a Parigi

Valentino in stile Shakespeare per l'ultima prova del duo Chiuri-Piccioli

Per chiudere un'epoca da Valentino, quella targata Chiuri e Piccioli, sfila a Parigi un Amleto in versione femminile e dark. Una collezione riuscita e applaudita, come sempre e più di sempre: nessun "riflesso" della svolta che porterà Maria Grazia Chiuri alla guida di Dior, lasciando Pierpaolo Piccioli unico direttore creativo di Valentino.

 

Il sodalizio tra Chiuri e Piccioli durava da 26 anni: cominciato nel 1990 da Fendi, è continuato per 18 anni da Valentino, di cui otto in qualità di direttori creativi.

 

«Siamo emozionati e felici come sempre - hanno raccontato alla stampa nel backstage -. Ci siamo ispirati ai personaggi di Shakespeare (di cui ricorre il 400esimo anniversario dalla morte, ndr), che all’epoca lui “fotografava” in maniera netta, un po’ come Instagram oggi».

 

Sulla passerella le donne appaiono forti e determinate. I modelli che indossano sono battezzati con uno stato d'animo: invidia, regalità, magnanimità, innocenza, onore, galanteria, devozione. A farsi notare completi da giorno precisi e austeri, dai tagli lineari, ma c'è molto di più.

 

Sfilano 61 capolavori di creatività e artigianalità, come le cotte in pelle e tulle dorati, i tailleur con giacca a giustacuore, i vestiti sontuosi con candide gorgiere.

 

Ce n'è uno, il "Valorosa", sul quale è ricamato un sonetto: «Se mi ami sarò sempre nel tuo cuore, se mi odi sarò sempre nella tua mente». Un gioiello da quasi 600 ore di lavoro, mentre ad esempio per il cappotto in cashmere bianco con 500 asole attraverso le quali passa una fettuccia di velluto nero ce ne sono volute 490: un patrimonio di manualità che resta immune dagli scossoni ai vertici creativi. 

 

 

 

 

 

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