London Fashion Week

Burberry tra i pizzi vittoriani e l'arte di Moore

Il sinuoso rigore delle opere di Henry Moore ha ispirato Burberry per la seconda sfilata del nuovo corso, basato su una sostanziale a-stagionalità delle proposte, sulla presenza delle proposte uomo e donna insieme in passerella e sul see now-buy now. Forti anche i rimandi alla tradizione britannica e all'epoca vittoriana.

 

La collezione - che a livello cromatico punta prevalentemente sul nero, il bianco, il blu e l'azzurro - ha ricevuto commenti positivi, in quanto ha trovato il punto d'incontro tra classicismo e modernità, mescolando ad esempio il pizzo alla felpa patchwork asimmetrico o alla camicia maschile, reinventando con nuove silhouette il trench classico, dando vita a un mood romantico attraverso jabot e ruche oppure impreziosendo punti strategici come le spalle con mantelline ricamate e bordate di pelliccia.

 

La struttura complessa ma "naturale" dei capi - tra cui le cappe, classici dell'Ottocento che ora tornano alla ribalta -, i giochi di texture e le stampe rimandano al mondo di Moore, del quale sono esposte fino al 27 febbraio 40 sculture presso la Makers House di Soho (dove si è svolto il défilé), insieme ai modelli visti in pedana e a performance: un insieme fatto per offrire al pubblico un'esperienza oltre la moda nel senso stretto del termine.

 

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