MILANO FASHION WEEK

La donna-uccello di Gucci, tra sogno e realtà

Ogni outfit rappresenta un viaggio nel tempo e nella storia alla sfilata di Gucci della primavera-estate 2017, andata in scena oggi, 21 settembre, in via Valtellina a Milano.

 

Alessandro Michele incanta con la sua moda ipertrofica, fatta di citazioni e suggestioni, rimandi e iperboli, tanto da rendere le donne (e gli uomini) visti in passerella figure quasi oniriche, ma come ogni stagione in grado anche di rappresentare un faro sicuro del gusto contemporaneo.

 

Ogni uscita andrebbe decifrata con in mano un glossario dei termini della moda e del costume, tanto è ricco il lavoro di studio dello stilista. Si gioca con la materia e con i volumi. Cenni Seventies e tocchi monogramma si alternano a citazioni orientali e stampe manifesto. Colpiscono i vestiti e le bluse con le importanti maniche a sbuffo o a mo’ di ali, che rendono la donna-uccello pronta a spiccare il volo o a rieccheggiare la bellezza di certe stampe antiche di soggetto ornitologico.

 

La moda di Michele è sempre più opulenta e intellettuale (ispirata pare agli scritti di Nobokov e Caillois): mette insieme le balze e il motivo del cuore trafitto, le stampe orientaleggianti e i bagliori di oro e argento, il jeans a zampa e l’ampio soprabito prezioso, il tailleur con gli short, l’abito tutto frange, grossi fiocchi, monumentali cappelli, occhiali gioiello e orecchini lampadario.

 

L’esegesi rimane difficile e richiede uno studio approfondito, che le fashion house di tutto il mondo hanno iniziato a fare da oggi, per capire dove va la moda e su quali tendenze e singoli pezzi puntare.

 

 

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