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Ermenegildo Zegna: il tailoring diventa contemporaneo

Non sotto torri d’avorio, dalle quali la moda cerca di uscire esplorando nuove strade, ma nel contesto dell’Hangar Bicocca, permeato dal fascino magnetico di tutt’altro genere di torri (i Sette Palazzi del Paradiso di Anselm Kiefer), si è svolta la prima sfilata di Ermenegildo Zegna con la nuova direzione artistica di Alessandro Sartori. Lo stilista trasporta il concetto di eccellenza nel guardaroba di un moderno globetrotter.

 

La scelta della location ha ribadito i fondamentali dell’evoluzione del marchio: non una sede tradizionale ma un luogo dove si respirano arte, ricerca e cultura, dominato dall’installazione di Kiefer, in cui si fondono poesia e materia. A fare da sottofondo allo show un'esibizione live al pianoforte, a sua volta giocata su armonie e accordi non convenzionali.

 

Il messaggio di Sartori è chiaro: il lusso può e deve essere multi-funzione, multi-culturale, multi-età. Non a caso, modelli giovani e meno giovani, di provenienze differenti, si sono alternati nelle uscite, indossando capi che non rinnegano la matrice classica del brand, ma si aprono a contaminazioni, sempre di altissimo livello, con il mondo dell’urban sportswear.

 

Il risultato è una collezione in cui l’eleganza è morbida e mai costrittiva, con proporzioni fluide, ricerca di leggerezza nei parka e nei giubbotti, il comfort del matelassé per giacche e completi, la coulisse come elemento ricorrente per rendere giacche e pantaloni più moderni.

 

La ricerca tessile che ha reso famosa l'azienda a livello internazionale si traduce in feltri di Casentino fatti con un cashmere ultraleggero, nel denim “Trofeo Cashmere”, nel jersey infeltrito, a sua volta di cashmere e negli jacquard tubolari trapuntati.

 

Grazie a uno speciale processo di concia a cera, la pelle - sulla quale Sartori si è esercitato parecchio nel suo recente passato da Berluti - ha una mano quasi cartacea, riducendo il proprio peso e guadagnando in impermeabilità.

 

Una menzione merita la cosiddetta “Pelle Tessuta”, che tramite un particolare telaio trasforma strisce sottilissime di pelle di vitello in un materiale inedito. Tra le disegnature, un leitmotiv sono gli jacquard geometrici.

 

Eclettica la palette colori: messo in soffitta il grigio delle uniformi manageriali del passato, il marchio punta ad alternanze di bianco ghiaccio, blu intenso ma mai troppo scuro, ruggine, cammello.

 

Gli accessori hanno un peso specifico importante: berretti rigorosamente con visiera, occhiali da sole, sneaker, brogue con suole consistenti immerse nel silicone, cartelle colorate da portare sottobraccio, zaini capienti.

 

In prima fila, tra gli altri vip, l’attore Mads Mikkelsen, un perfetto interprete dello stile Zegna nell’era Sartori, anche se si dice che il protagonista della prossima campagna pubblicitaria sarà Robert de Niro.

 

Tra i compratori, Mario Dell’Oglio, titolare di Dell’Oglio a Palermo e presidente della Camera dei Buyer, dice di apprezzare la svolta impressa dal neo direttore artistico. “Ha saputo modernizzare un mondo classico - afferma - interpretandolo alla luce di forme innovative e cogliendo le istanze di una realtà che va in nuove direzioni. Mi sono piaciuti in particolare i volumi dei pantaloni, anche rapportati a quelli più aderenti delle giacche, le scelte cromatiche, le giacche con coulisse. In pratica, si è trattato di una scelta di rottura, ma senza mollare gli ormeggi”.

 

Terminata la sfilata, una selezione di look sarà disponibile Su Misura nei global store Ermenegildo Zegna di tutto il mondo, con consegna in sei settimane.

 

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