MIlano Fashion Week

Seduzione senza confini per la donna di N°21

«Quando ho pensato a questa collezione, immaginavo i codici che hanno ispirato il mio stile e che ho trasferito in N°21 con un’operazione di ricerca di autenticità, affinché il messaggio di stile sia chiaro, riconoscibile, deciso e forte - così Alessandro Dell’Acqua ha commentato nel backstage la sfilata di ieri, 20 settembre -. Mi piace personalizzare le proposte, suggerire il mio punto di vista sulla moda come un’assunzione di responsabilità».

 

Il guardaroba della donna N°21 non è mai basico e gioca sempre con il senso di sorpresa, come sottolinea Nuda”, la canzone-manifesto di Mina del 1976, composta da Don Backy e scelta come colonna sonora della sfilata: "Sono qui radiografata, sono nuda anche vestita".

 

Un filo conduttore per raccontare la serie degli abiti declinati in tutte le tonalità del cipria e per affermare il diritto delle donne al rispetto della propria persona, indipendentemente dai centimetri di corpo mostrati.

 

La collezione gioca con le sovrapposizioni e le stratificazioni: soprabiti leopardati apparentemente basici sono velati da sovrapposizioni di tulle, le gonne plissettate hanno inserimenti di piume, velature di tulle sono sovrapposte agli abiti e ai parka, reggiseni e culotte in maglia leggera si intravvedono sotto abiti di voile, sottogonne di paillettes o arricchite da cristalli fuoriescono dagli abiti in nylon o duchesse.

 

Il dualismo maschile/femminile, amato dallo stilista, si insinua nelle proposte attraverso i check dei tessuti maschili che disegnano gonne, pantaloni corti e bomber, a sottolineare la personalità sfaccettata delle donne.

 

Poche le borse in passarella, visto che i look sono già molto ricchi. Spicca la “Alice Bag”, il modello a mano con manico lungo da portare anche a spalla, nelle versioni normale, mini e shopping.

 

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