Menswear

Milano terreno di incontro tra la Puglia e Biella. Al bando i pregiudizi: è la sostanza che conta

«Il distretto biellese, area nobile per eccellenza dell'industria italiana, si allea con una delle aree più effervescenti del menswear»: il direttore di Fashion, Marc Sondermann, ha spiegato il senso dell'evento in programma ieri, 27 luglio, nella showroom milanese di Vitale Barberis Canonico, per festeggiare l'uscita del nuovo numero, che dedica un approfondito dossier alla sartoria pugliese.

 

«Sono tre gli aspetti che legano queste due aree agli antipodi della penisola - ha spiegato Simone Ubertino Rosso, pr & communication manager di Vitale Barberis Canonico, nel corso della serata battezzata "Substance matters", la sostanza conta -. La fertilità, il dietro le quinte e il concetto di distretto».

 

E ha proseguito: «Fertilità perché la Puglia è una regione vivacissima dal punto di vista artistico, agricolo e creativo, così come il biellese è legato all'acqua, che alimenta le nostre industrie. Il dietro le quinte rimanda alle sfide che le aziende pugliesi devono cogliere in questo momento, per poter fare branding e uscire allo scoperto come marchi, così come noi di Vitale Barberis Canonico puntiamo ora a fare branding attraverso l'ingrediente tessuto».

 

Per finire, il concetto di distretto: 4.663 aziende del tessile e della calzatura in Puglia e circa 800-900 aziende tessili nell'area biellese, «di cui Vitale Barberis Canonico è il più grande player nel tessuto 100% Made in Italy», ha sottolineato Simone Ubertino Rosso.

 

Un matrimonio, ha spiegato Marc Sondermann, «che dimostra come in Italia non ci sono più pregiudizi e che parti della filiera sono in grado di abbracciarsi in modo innovativo: il sartoriale più rigoroso e il formale ma anche realtà che sono espressione di uno sportswear evoluto e di uno smart casual»

 

«Celebriamo la rinascita del menswear italiano che riesce a fare da mattatore sui mercati con creatività e con orientamento all'eccellenza, con versatilità, anche nei modelli commerciali - ha proseguito il direttore di Fashion -. Emblematico l'esempio di Vitale Barberis Canonico, che serve i  brand più grandi del mondo ma anche i nuovi player, come Suitsupply o chi in America fa il door to door e vende il vestito stile italiano in versione Usa». «È bello vedere che il nostro dna storico riesce a travalicare i confini di questo mondo globalizzato e così competitivo», ha concluso Marc Sondermann.

 

Come ribadisce il dossier pubblicato su Fashion numero 11 del 22 luglio 2016 (sfogliabile in versione e-paper su questo sito), in Puglia ha sede un'imprenditoria brillante e illuminata, che partendo da una tradizione radicata proietta nel futuro il proprio dna. Un mosaico di storie ed esperienze incentrate su questo specifico settore, in cui spesso i figli portano avanti le attività fondate dai nonni e dai padri. E in cui il tessuto biellese spesso è un ingrediente fondamentale.

 

Le sfide si chiamano internazionalizzazione, lancio e sviluppo di marchi propri, brand extension, formazione. Un argomento, che vede attive in prima persona realtà come G.S.T. (marchi Havana & Co., Alessandro Dell'Acqua e Angelo Toma), Tagliatore, ITN-Industria Tessile Nardelli, Airon Moda con il marchio Diktat, Eurofradi con Fradi, Icoman con Berwich, Ncm con Futuro, Rg Eventi con Gian Riccardo Raguso. E ancora, Gica Textile Group artefice del menswear firmato Hevò, To Be Happy pronta al lancio di Sartor, Sartoria La Torre, Dickson, Bottega Martinese.

 

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