Milano Fashion Week

Angelo Marani: le "citazioni di cuore" secondo la figlia Giulia

«Angelo senza Angelo. Una storia di cuore, passione, energia, entusiamo e creatività». Così la giornalista Cinzia Malvini ha introdotto la sfilata di Angelo Marani, di scena oggi, 22 febbraio, a Palazzo Serbelloni. Un momento commovente, all'indomani della scomparsa dello stilista. Un racconto che prosegue, grazie alla figlia Giulia e alla famiglia intera.

 

«Un percorso - ha proseguito Malvini - fatto di amore per la moda. Sorpattuto per la Marex, l'azienda di Correggio alla quale Marani ha dato tantissimo, al primo posto nella sua vita insieme alla famiglia: la moglie Anita e le figlie Martina e Giulia».

 

È stata Giulia a raccogliere il testimone creativo della griffe, prendendo in mano il lavoro già iniziato dal padre, interrotto improvvisamente il mese scorso. Non a caso "Citazioni di cuore" è stato il tema del défilé: una passerella per ripercorrere l'essenza della filosofia di Marani, fatta di sperimentazione e ricerca di filati, tessuti e lavorazioni.

 

Un omaggio tout court, suggellato dal nome dello stilista, sotto forma di lettere in velluto colorato cucite sui capi, o semplicemente dalle iniziali applicate sul davanti o sul retro di una maglia o di un abito. Per arrivare al gran finale: una lettera per ogni outfit, a ricomporre la scritta "Angelo Marani forever!"

 

Filo conduttore della collezione, il tema patchwork vuole rappresentare la sintesi del lessico creativo e tecnico di Angelo Marani. Le gonne plissé si rincorrono declinate in versioni fantasia che affiancano velluto e georgette di seta, lasciando intravedere trasparenze ammiccanti e termosaldature inedite. Le maglie abbinate sono oversize, con intarsi di filati colorati o con il davanti in pelo.

 

Il maculato è una costante, giocato anche in versione mix and match, nel medesimo outfit, comprese le calze. Ma non mancano proposte monocolore, come gli abiti lunghi e aderenti con trafori ammiccanti, in giallo oro, rosso e blu.

 

Uno sguardo attento anche ai capi vintage nell guardaroba personale di Angelo: il cappotto in maglia di foggia maschile, la giacca in vernice, i tailleur, il chiodo e il gilet in scuba di velluto liscio.

 

Dopo l'inizio, scandito dalle note malinconiche di Rien de Rien, carosello finale al ritmo della colonna sonora di 8 e 1/2 di Fellini. A Giulia, come a Marcello Mastroianni, il compito di imbastire una nuova trama. Pensando al passato, ma con lo sguardo al futuro. Marani forever, appunto.

 

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