Milano Fashion Week

Con Paul Surridge Roberto Cavalli volta pagina

Roberto Cavalli apre un nuovo capitolo con Paul Surridge: l'ex direttore artistico di Z Zegna punta su un'immagine all'insegna dell'essenzialità e della pulizia di linee. Niente iperdecorativismo, animalier a dosi omeopatiche e una netta predominanza delle tinte unite sulle fantasie. Focus sulla sartorialità e la vestibilità, con richiami al mondo gym-active.

 

Via i tacchi vertiginosi e i vezzi da party girl. La donna di Roberto Cavalli nell'era di Paul Surridge fa tesoro dei trascorsi del designer presso l'azienda di Trivero - ma anche da Neil Barrett, Burberry e Jil Sander, con una forte expertise nella moda maschile - per delineare un'immagine senza sbavature, né eccessi.

 

I tempi cambiano e il guardaroba con loro: è il momento di rispolverare il nero, il bianco, una tonalità raffinata di lavanda, il rosso non squillante ma trattenuto e profondo. L'animalier? Non sparisce, ma diventa un dettaglio sofisticato.

 

I nuovi valori sono la fluidità e perfezione delle forme, la geometria dei dettagli - soprattutto bretelle e spalline, che ricordano le canotte sportive -, una sensualità che non ha nulla a che vedere con l'esibizionismo. Una conferma viene dalle scarpe, rigorosamente rasoterra.

 

Intervistato da vogue.com qualche giorno fa, Surridge - la cui nomina è stata annunciata a maggio - chiarisce il suo obiettivo numero uno: vestire una donna in ogni momento della giornata, perché oltre agli yacht e alle feste devono esistere tante altre occasioni per scegliere i modelli della griffe.

 

«Forse - afferma - il mio dna nel menswear mi ha reso pragmatico e aderente alla realtà. Il gioco tra intelletto e funzione, sempre presente nelle proposte uomo, mi ha aiutato a concepire e disegnare le proposte non per una sola donna, ma per tante».

 

«Guardandosi allo specchio - conclude - chi indossa questa collezione non vedrà più pelle scoperta di quanto accadrebbe in una palestra di yoga o pilates».

 

 

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